“Princess”, al cinema la vitalità di una donna clandestina

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Roma, 17 nov. (askanews) – Alla Mostra di Venezia aveva ricevuto moltissimi applausi e ora “Princess”, il film di Roberto De Paolis che racconta la vita di una giovane prostituta nigeriana, è arrivato nei cinema. Non un film che racconta con retorica la storia di una donna immigrata, ma il racconto realistico delle giornate di Princess, una clandestina che vive ai margini, si prostituisce in una pineta, ma ha una grande vitalità, relazioni, emozioni con mille sfumature.

Il regista racconta: “Con questo film io mi sono proprio detto, quando mi sono incontrato con queste ragazze, bisogna sprigionare questa energia, bisogna fare un film sulla loro vitalità, sulla loro arroganza, sulla loro esuberanza, sulla loro rabbia. Sono venute fuori tutte quelle cose che secondo me gli immigrati non si permettono di avere mai con noi e che rendono questo rapporto tra noi e loro abbastanza fasullo, diciamo. Mai come da persona a persone, invece io volevo che questo film fosse su una persona nella sua interezza”.

Princess è interpretata da Glory Kevin, che ha vissuto in passato le esperienze della protagonista del film. Lino Musella è uno dei suoi clienti, un volto gentile tra i tanti uomini, più o meno disadattati o problematici, che Princess incontra e osserva.

“Provare a fare un film attraverso i loro occhi, provare veramente a raccontare come si sentono, e fare la loro esperienza nel mondo, mi sembrava molto più giusto. E quindi fare anche un film sugli italiani visti attraverso di loro, no? Invece che su di loro visti attraverso i nostri occhi”, aggiunge il regista.

Rispetto al fatto che il film esca nel momento in cui l’immigrazione sembra ridiventata una vera emergenza, De Paolis dice:

“Una delle ambizioni iniziali era proprio quella di smettere di parlare di queste persone solo in termini di sbarchi, di numeri o di polemiche politiche, ma di cercare attraverso il cinema di dare un volto, una voce, una storia a una di queste ragazze, tra tutti i migranti che arrivano”, conclude De Paolis.