Principe Harry a nudo: "Nessuno può realmente puntare il dito contro l’altro. Dopo anni l'ho capito"

Di Federica Caiazzo
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Photo credit: DANIEL LEAL-OLIVAS - Getty Images
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From ELLE

Di Black Lives Matter e “pregiudizio inconscio”: il principe Harry in conversazione con Patrick Hutchinson è la royal family news da cui trarre un insegnamento è doveroso. Avvenuta nell’ambito del progetto GQ Heros della testata anglosassone, il duca di Sussex ha incontrato Patrick - personal trainer, padre e attivista inglese – durante una chiamata Zoom in collegamento da Santa Barbara, in California. L’argomento all’ordine del giorno è stato il razzismo, che ha permesso al principe Harry di esprimere opinioni potenti in merito.

Le dichiarazioni del principe Harry provengono da esperienze di razzismo vissuto – se non in prima – almeno in seconda persona. Lo storico di avvenimenti che precedono il suo matrimonio reale con Meghan Markle parla (già) da sé: si ripensi a quando, curiosi della nuova fidanzata del secondogenito di Lady D – i tabloid britannici iniziarono a ficcare il naso nella vita privata e il background culturale di Meghan e sua madre Doria Ragland. Testimonianze tangibili sono ancora in rete: un articolo del 2017 pubblicato su theguardian.com ci ricorda che, in quello stesso anno, l’ufficio stampa del principe accusò le testate giornalistiche “di aver introdotto toni razziali nei commenti sulla sua relazione con Meghan Markle, la quale era stata vittima di abuso e accanimento mediatico”.

Photo credit: Samir Hussein - Getty Images
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Tre anni dopo, il principe Harry è parte attiva più che mai nel dibattito portato avanti a testa alta dal Black Lives Matter: “Ognuno di noi dovrà fare la sua parte per cambiare le cose – ha affermato in call dalla California il nipote della Regina Elisabetta. - Chi non vuole farlo, dovrà davvero guardarsi allo specchio. Qui non si tratta di neri contro bianchi. Come hai sottolineato anche tu [Patrick], oggi nel 2020 abbiamo protestanti di ogni colore, background sociale, religione, età. Questo è un movimento globale. Il treno ha lasciato la stazione e, a chi non è ancora salito, toccherà salirci perché non c’è altra scelta. Da padre, oggi il mio scopo di vita è provare a lasciare il mondo un posto migliore di come l’ho trovato”.

Photo credit: Samir Hussein - Getty Images
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Ad aprire un grande squarcio di riflessione sul tema razzismo è anche il riferimento del principe Harry al sistema educativo impartitogli all’interno della royal family inglese. Non molto tempo fa, il duca di Sussex si era già espresso (negativamente) sul passato coloniale della Gran Bretagna. Oggi, ancora, rieccolo a fare i conti con il suo background dal sangue blu mentre cerca - volente o nolente - di restare in una posizione assente di giudizio: “Non c’è nessuno da biasimare – ha concluso Harry nel suo tête-à-tête con Patrick Hutchinson. - Ecco il mio modo di vedere la questione. Nessuno può realmente puntare il dito contro l’altro, specialmente quando si tratta di pregiudizi inconsci. Ma nel momento in cui realizzi o inizi a sentirti poco a tuo agio, quello è il momento in cui è necessario informarsi, educarsi e far sì che l’ignoranza non sia più una scusa. Essendomi stata impartita una determinata tipologia di educazione, ho compreso personalmente di non aver mai avuto realmente idea di cosa fosse il pregiudizio inconscio. Non avevo idea che esistesse. Per quanto triste sia doverlo ammettere, mi ci sono voluti anni per comprenderlo, specialmente quando ho iniziato a vivere anche solo per un giorno o una settimana nei panni di mia moglie”. Questa standing ovation, dear Harry, è tutta per te.