Facezam, l’app che riconosce il volto delle persone è un fake

Ci sono cascati praticamente tutti. Il Telegraph e anche l’Indipendent in Gran Bretagna. In Italia su quasi tutti i siti della stampa nazionale campeggiavano titoli “Arriva l’app che cancella la privacy”, oppure “Facezam trova la persona che passa per strada con una foto”. E per qualche minuto ci siamo cascati anche noi. Tutto falso, questa app non esiste e non esisterà.

Un imprenditore del Regno Unito, Jack Kenyon, sosteneva che bastava scattare una foto al volto di qualcuno e per farti dire da Facezam la sua identità. “Per farlo incrocia le foto profilo di quasi due miliardi di utenti iscritti su Facebook”, spiegava. Insomma, in pochi tap ecco le generalità della ragazza incrociata sul treno o del cameriere dal bar, con un margine di errore del 30 per cento. Il nome arriva dall’unione di Facebook e Shazam, l’app che fornisce il titolo di un brano musicale ascoltando qualche secondo.

Il messaggio che è comparso sul sito di Facezam

Dal sito web di Facezam è arrivata la conferma del trucco: “Facezam è una bufala“, si legge. “A tutti coloro preoccupati da Facezam diciamo: l’app non è mai esistita e non sarà mai lanciata. È stata una trovata pubblicitaria di Zacozo Creative, agenzia di Marketing Virale. Per fortuna, le app di riconoscimento facciale non esistono ad oggi in Occidente. E speriamo che nulla cambi su questo fronte”. La londinese Zacozo ha ideato questa “finta app” per farsi pubblicità. L’agenzia sostiene di essere specializzare in idee che diventano virali, aiutando “aziende e individui a ottenere attenzione a livello internazionale”. Missione compiuta, anche in questo caso.

I software di riconoscimento facciale esistono e sono utilizzati da Facebook e Google, ad esempio, per catalogare le fotografie in gruppi. Non è mai successo, però, che questa tecnologia fosse messa a disposizione di tutti gli utenti. E non succederà neanche questa volta. In Russia esiste FindFace ma trova solo chi è iscritto al social VKontakte. D’altronde Facebook l’aveva detto subito: “L’attività proposta da Facezam viola i nostri termini di utilizzo e stiamo cercando di cooperare con il creatore per riportare l’app all’interno dei termini operativi previsti”. Era un monito, adesso è un fake.

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