Privacy, tavola rotonda Aidr su controlli e sanzioni Garante -2-

Red

Roma, 22 gen. (askanews) - "L'accountability è il principio innovatore del GDPR in base al quale il titolare del trattamento diventa il protagonista indiscusso - ha spiegato Luciani -. Valuta le misure tecniche ed organizzative per assicurare la sicurezza dei dati personali attraverso una complessa attività di valutazione, un'analisi dei rischi e dei costi, un'attuazione delle misure individuate per dimostrare la loro completa efficacia".

"L'incontro di oggi rappresenta un importante momento di confronto tra le aziende su un tema di grande attualità - ha riferito dal canto suo De Stefani -. A quasi 2 anni dalla piena esecutività del GDPR persistono ancora diverse difficoltà operative per la completa ed effettiva realizzazione della tutela dei dati personali. Le criticità più frequenti riguardano la corretta individuazione dei trattamenti che vengono realizzati, soprattutto per quanto attiene l'ambito digitale, poiché la tecnologia è ormai entrata a far parte della nostra quotidianità e il trattamento dei dati personali è correlato a strumenti che vengono utilizzati sia da privati che aziende. Non bisogna però dimenticare che la protezione dei dati non deve impedire la circolazione degli stessi e non deve rappresentare un ostacolo per lo sviluppo e la promozione del business. Si tratta di trovare quindi il giusto equilibrio tra due diverse e opposte esigenze".

"Il termine 'privacy' - ha inquadrato Finocchiaro - oggi, indica, molti temi diversi: dalla riservatezza vera e propria, alla protezione dei dati personali, all'identità digitale e alla reputazione. Per tutelare i diritti sottesi l'ordinamento giuridico offre strumenti diversi. Occorre comporre questi diversi diritti in un sistema, che oggi è tutto da costruire. Il Regolamento europeo - ha rimarcato l'autrice di La protezione dei dati personali in Italia. Regolamento UE 2016/679 e d.lgs. 10 agosto 2018, n. 101 - lascia molte questioni aperte. La più importante è quella del bilanciamento. Il Regolamento richiede un bilanciamento costante fra diritti e interessi contrapposti: basti pensare all'utilizzo dei dati personali nelle applicazioni di intelligenza artificiale o al diritto all'oblio. Il Regolamento non risolve e non potrebbe risolvere il problema, ma indica invece le direttrici lungo le quali si deve svolgere il ragionamento giuridico e il necessario costante bilanciamento".

Per le aziende sono intervenuti Simona Bosi di Canon Italia, Annarita Marra di GiGroup, Roberto Maraglino di Randstad Group Italia, Alessandro Falco di Consis, Alberto Tiriolo di BSolution Group, Giovanni Rossini di ARTINESS, Carmine Spatolisano di Telejnform, Paolo Pistoni di APM Service e Francesco Alfano di BEAT 2020.