"Probabile ritorno sopra 100 morti al giorno, ma senza vaccino sarebbero il triplo"

·5 minuto per la lettura
(Photo: Ispi)
(Photo: Ispi)

Con l’arrivo dei mesi freddi la curva covid incomincia nuovamente il suo percorso verso l’alto, anche qui in Italia, dove l′83,92% della popolazione over 12 ha completato il ciclo vaccinale. L’ultimo bollettino Covid segnava 8.569 casi e 67 vittime in 24 ore. Un dato destinato ad avanzare nelle prossime settimane, che ci fa comprendere quanto ancora siamo lontani dal definirci in una fase post pandemica. Ma è proprio dall’analisi dei dati che arrivano le buone notizie, a conferma dell’efficacia della campagna vaccinale. Partiamo dai primi numeri, voltando di qualche pagina il calendario: il 12 novembre del 2020 (l’oggi di un anno fa) i nuovi casi registrati erano 37.978, 636 i morti. Dieci volte più di adesso, eravamo già in piena seconda ondata.

“Arriva l’autunno anche da noi. Malgrado i vaccini nessuno si aspettava che non si sarebbe registrato un aumento dei dati nei mesi freddi”, dice ad Huffpost Matteo Villa, ricercatore dell’Istituto per gli Studi di politica internazionale, “Sottolineiamo però che senza somministrazione anti covid si contagia quasi il triplo. I vaccini chiaramente possono fare una parte del lavoro, ma va considerato anche il fatto che in Italia siamo tornati a circolare in maniera quasi simile al 2019, molto di più rispetto allo scorso anno. Anche a fronte di questo, abbiamo un aumento delle morti, che era atteso. Le previsioni a due settimane ci che con ogni probabilità saliremo almeno a 80 decessi al giorno”.

Il presupposto è questo, ma confronto con l’anno scorso ora le cose vanno incomparabilmente meglio. In questo periodo, 365 giorni fa, la seconda ondata era già partita, ora si parla di una famigerata quarta che ancora non sembra però doverci travolgere. “Nel 2020 in questo periodo il 3% di chi emergeva come caso covid, moriva. Ora siamo a poco più dell’1%. Meno di un terzo dell’anno scorso” sottolinea Villa, che preferisce non sbilanciarsi su previsioni a lungo termine. Dati quasi certi possono essere anticipati di due settimane, andare oltre comporterebbe un azzardo. Troppe variabili, troppa incertezza per sapere già adesso quale bollettino natalizio ci attende: ”È molto probabile che si sfondi la quota 100 morti perché il trend di crescita è innegabile, ma quello che succederà da qui a un mese e mezzo non lo sa nessuno. Secondo me fare piani di viaggi non comporterà disattenderli, è probabile che l’Europa di dicembre sarà più infetta, ma è improbabile, da quel che riusciamo a vedere adesso, che saremo tutti in zona rossa. Con i vaccini è diventato praticamente impossibile fare previsioni a lungo termine. Il Regno Unito ci insegna l’imprevedibilità”.

Nel Regno Unito il numero di contagi giornalieri è alto, le morti più contenute, ma le ondate salgono e scendono senza una regola: “Insieme all’Italia, è tra i paesi più vaccinati, ma qui da noi i morti sono circa la metà. Questa è la differenza tra i due paesi vaccinati: uno ha aperto moltissimo, l’altro è stato più prudente.
Ma il Regno Unito a confronto con Romania e Bulgaria, dove la percentuale di vaccinazione è bassa, va dieci volte meglio. Calcolando i morti giornalieri che si registrano in Romania in percentuale alla popolazione, è come se in Italia ne registrassimo al giorno 1200. E il picco in Italia è stato 800”.

Un grafico pubblicato dal ricercatore Ispi su Twitter mostra chiaramente come la Grecia - la peggiore tra i paesi “molto vaccinati” - abbia una curva molto più alta rispetto a quella registrata negli altri Stati dove sono state eseguite molte iniezioni anti-Covid. Ma basta integrare nel grafico anche i paesi dove il numero delle dosi somministrate risulta molto basso, e subito l’icona della Grecia scompare nel fondo, tra le curve più basse. Sempre su Twitter, il fisico Francesco Luchetta ha evidenziato altri numeri interessati, elaborati osservando Our World in Data. La classifica dei decessi per milione di persone nella settimana tra il 4 e il 10 novembre appare quasi perfettamente capovolta se si osserva quella dei paesi con la percentuale più alta di vaccinazione. Citiamo solo i due estremi: 169 morti per milione in Bulgaria con circa il 20% di vaccinati, 4 morti per il Portogallo con circa l′88% dei vaccinati.

Un caso a parte è presentato poi dagli Stati Uniti, come ci spiega sempre Matteo Villa: “Negli Usa sembra quasi che i vaccini abbiano meno effetto, a fronte dell’avanzato numero di somministrazioni. Perché? Gli abitanti sono molto più esposti perché hanno più frequenza di obesità e diabete. Quello che ci sta proteggendo in Italia e in Europa è uno stile di vita tendenzialmente più sano”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli