I problemi del nuovo Ponte Morandi: le anomalie del tracciato

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nuovo ponte morandi pile
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Il Ponte di Genova è fuori norma: tutti i problemi che stanno venendo al pettine al sopraggiungere dell’inaugurazione. Secondo le ultime indiscrezioni, sul nuovo punte, ci saranno limiti di velocità lungo la A10 verso Genova e Savona.

Ponte fuori norma

L’inaugurazione è alle porte, e con essa arrivano anche i conti. Il nuovo viadotto sul Polcevera, che sta iniziando il collaudo statico sulla resistenza della struttura, e la conseguente “ricucitura” dell’A10 dopo il crollo del Ponte Morandi nell’agosto del 2018, presenta già i primi problemi. Nonostante la struttura moderna cambiano molte regole per la percorrenza del nuovo tratto, ovvero i limiti di velocità: 80 km/h verso Genova, forse 70 verso Savona e 90 sul Morandi. Il motivo? Il tracciato non sarebbe a norma: un fatto che gli addetti ai lavori sapevano già da tempo, ma dove la fretta di ricostruire e ricollegare le parti è prevalsa sui problemi già esistenti da tempo. Evitare ulteriori polemiche è quindi sembrata la scelta più giusta, eppure il tracciato dovrebbe rispettare le attuali norme geometriche di costruzione delle strade secondo i parametri fissati dal Dm Infrastrutture del 5 novembre 2011. Tuttavia, delle inesattezze tra lunghezza dei rettilinei e raggi delle curve continue – che secondo l’ultimo Dm dovevano avere una forma a S per favorire l’attenzione dei guidatori e agevolare la guida – ricalcherebbero invece quasi per intero il vecchio ponte, cui struttura seguiva il tracciato costruito nel 1967, e quindi fuori norma. Una criticità che in questo caso riguarderebbe principalmente la curva dopo il ponte, quella che va verso Savona, dove si sarebbe dovuto scavare di almeno cento metri per raccordare meglio l’attuale galleria Coronata, e dove nella stessa curva si voleva istallare una fonte di pericolo come il bypass per i cambi improvvisi di carreggiata.

Troppe anomalie

Il progetto, affidato per scelta politica a Italferr di Ferrovie dello Stato, aveva “mancato” di far attenzione a queste anomalie, nonostante una prima “autodenuncia” al Consiglio superiore dei Lavori pubblici a febbraio 2019 e una seconda a marzo 2019 e fatta notare anche da Autostrade per l’Italia (Aspi) in Conferenza dei servizi. Lì il Consiglio non prese posizione a riguardo, limitandosi a prescrivere l’alta aderenza dell’asfalto: il progetto aveva già un limite di 80 km/h e controllo fisso della velocità. A seguito dell’ultimo accordo raggiunto lo scorso 14 luglio, i contenziosi sembrerebbero essersi appianati e Aspi non dovrebbe chiedere una manleva per eventuali incidenti provocati dal tracciato: negli ambienti tecnici di Autostrade inoltre, si afferma di attendere il collaudo di agibilità, con cui l’Anas dovrebbe regolamentare la viabilità e imporre ulteriori cautele. Immaginare un limite di velocità a 70 km/h appare difficile, evidente invece che Aspi prenderà con cautela le indicazioni di Anas. Questo poichè l’articolo 14 del Codice della strada attribuisce al gestore la responsabilità di sicurezza e quindi, in caso di incidenti, Aspi potrebbe argomentare di aver fissato i limiti in conformità con le valutazioni dell’Anas. Non si sa nulla invece se un controllo fisso della velocità ci sarà davvero o meno: nonostante in un primo momento si fosse parlato del Tutor, questa idea presenta problema legali e cambiare questo sistema appare difficile. Ripristinate invece le due corsie dei viadotti A14 e A16 sequestrati dal gip di Avellino.