Ripensare o superare il Pd? I dem già litigano, anche nel lessico, sulle prossime mosse

Huffington Post

L'esito dei ballottaggi alle amministrative conferma la notte fonda in cui si trova il Pd. I numeri freddi sulle province dicono che il centrodestra vince le elezioni conquistando 11 sindaci (alle precedenti elezioni ne aveva 3), i 5 Stelle si affermano ad Avellino e Imola, mentre il centrosinistra tracolla prevalendo in solo 5 Comuni (ne aveva 17). Ma oltre i numeri c'è il peso dei risultati, con il Pd che esce con le ossa rotte in città che ha sempre governato, in Toscana (Pisa, Siena, Massa), a Ivrea e Imola.

Di fronte all'ennesima disfatta, il Pd si spacca sulle possibili soluzioni. Gli esponenti dem non sembrano d'accordo su nulla, a cominciare dalle parole. La prima voce critica a risuonare è quella di Carlo Calenda, che torna a lanciare la sua proposta di "fronte repubblicano" per rilanciare il centrosinistra. L'invito dell'ex ministro è quello di "ripensare tutto", allargare e andare oltre il Pd.


Se per Carlo Calenda è necessario "superare il Pd", Maurizio Martina non è d'accordo e preferisce il termine "ripensamento". La parola "fronte" usata da Calenda non piace invece ad Andrea Orlando, deputato della minoranza Pd, che a Radio Anch'io afferma: "Sicuramente si è intaccato qualcosa nel rapporto col territorio: ci sono risultati positivi imprevisti come Roma e Brindisi, ma impressiona la vittoria della destra nelle regioni rosse. Ci sono gli elementi per una riflessione molto seria e l'apertura di una fase costituente". C'è poi Gianni Cuperlo, secondo cui prima di aprire una "fase costituente" nel segno della "discontinuità" è necessario un gesto simbolico: "Chiediamo scusa".

"Mi aspettavo qualche segnale chiaro,...

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