Processo Maroni, Ciriello: viaggio non saltò per rabbia Votino

Fcz

Milano, 9 nov. (askanews) - Roberto Maroni rinunciò al viaggio a Tokio del giugno 2014 per problematiche legate al programma della tappa giapponese del World Expo Tour e non perché la sua portavoce Isabella Votino era contrariata dalla presenza di Maria Grazia Paturzo all'interno della delegazione lombarda in partenza per il Giappone. Lo ha assicurato Giacomo Ciriello, capo della segreteria politica del governatore lombardo, nell'aula del processo che vede Maroni imputato per le presunte pressioni esercitate a favore di due sue ex collaboratrici.

Secondo il pm Eugenio Fusco, sarebbe stato proprio Ciriello a svolgere, per conto del governatore, un'azione di pressing sui manager Expo nel tentativo di ottenere dalla società allora guidata da Beppe Sala l'inserimento di Maria Grazia Paturzo nella delegazione lombarda in partenza per Tokio e il relativo pagamento delle spese di (circa 6.500 euro, tra voli in business class e pernottamento in grand hotel) sostenute dalla donna che aveva collaborato con Maroni ai tempi del Viminale e che poi si sarebbe lui legata, sostiene l'accusa, da una "relazione sentimentale". Quando, però, la procedura sembrava ormai sbloccata e la partenza di Paturzo ormai praticamente sicura, ci fu un'improvviso cambio di programma, con Maroni che decise di volare a Berna, delegando al posto suo per la missione a Tokio l'allora suo vice, Mario Mantovani.

Perchè questa decisione dell'ultimo minuto? Nel corso del suo interrogatorio in aula, Ciriello ha spiegato di essere venuto a sapere che Isabella Votino, storica portavoce di Maroni, aveva deciso di rinunciare al viaggio a Tokio in quanto "upset", vale a dire "un po' giù di umore e arrabbiata", perchè, tra gli altri, sarebbe dovuta partire anche Maria Grazia Paturzo. I rapporti tra le due donne, ha detto in un passaggio del suo esame in aula, "non erano buoni, non c'era feeling nè intesa lavorativa". E soprattutto "Isabella non aveva piacere che nella delegazione lombarda ci fosse anche Maria Grazia". Insomma, "la compresenza di Paturzo nella missione non era di suo gradimento".

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