Processo penale, novità importanti per gli arresti in flagranza

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Riforma Giustizia
Riforma Giustizia

Novità in merito alla riforma sulla Giustizia circa l’introduzione del diritto all’oblio, da parte degli indagati, che vengono successivamente assolti, oppure l’inchiesta archiviata. Intanto la commissione Giustizia alla Camera ha approvato un emendamento di Enrico Costa (Azione). La notizia è stata diffusa dall’agenzia stampa Ansa.

RIforma Giustizia, le novità

Per le persone assolte esiste infatti il diritto di oblio sui motori di ricerca. Arriva invece l’arresto in flagranza per compagno, marito ed ex marito violento che violano i provvedimenti di allontanamento dalla casa di famiglia. Ciò vale anche per il divieto di avvicinamento nei luoghi frequentati dalla persona offesa. Si tratta nello specifico di violazioni che da quasi 20 anni erano state giudicate come reati autonomi e non come aggravanti: in questo caso specifico non esisteva però l’arresto in flagranza. L’emendamento porta la firma di Lucia Annibali di Italia Viva e riguarda, nello specifico, la riforma del processo penale. Non resta che attendere l’approvazione in commissione Giustizia.

Riforma Giustizia, il commento di Lucia Annibali

Sulla questione si è espressa Lucia Annibali, in qualità di capogruppo di Italia Viva in commissione Giustizia. “Da oggi c’è una difesa in più per le vittime di maltrattamenti e di atti persecutori. La norma, che colma un vulnus del Codice Rosso, rende obbligatorio l’arresto in flagranza per i reati di violazione dei provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare o di divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa” commenta Annibali. L’obiettivo era quello di garantire una tutela maggiore alle persone minacciate dai comportamenti altrui.

Riforma Giustizia, aiuto per le vittime

Lucia Annibali ha spiegato la novità e fornito ulteriori dettagli sui benefici del nuovo provvedimento. “In questo modo si darà una ulteriore garanzia alle vittime, che spesso vengono a trovarsi in situazioni di pericolo, impedendo che le minacce e i maltrattamenti vengano reiterati“.

L’accordo sulla riforma della Giustizia, voluto dal ministro Marta Cartabia, era stato già raggiunto giovedì 29 luglio 2021. Nel corso del Consiglio dei ministri è stato trovato un punto d’incontro per ciò che riguarda l’allungamento dei tempi per i delitti di mafia che potranno durare fino a 6 anni in appello. Si tratta di una proposta che, grazie alla mediazione del Partito Democratico con il ministro Andrea Orlando, ha portato a rimuovere diversi dubbi anche da parte dei 5 Stelle circa l’improcedibilità dell’articolo 416 bis.1 del codice penale.

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