Processo trattativa Stato-mafia, Berlusconi: “Mi avvalgo della facoltà di non rispondere”

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Silvio Berlusconi è arrivato in aula a Palermo per il processo sulla trattativa Stato-mafia in cui figura come teste. L’ex premier ha scelto il silenzio davanti ai giudici, su suggerimento dei legali che lo rappresentano: “Su indicazione dei miei avvocati, mi avvalgo della facoltà di non rispondere. Grazie a tutti”. Il leader di Forza Italia ha inoltre negato il consenso a farsi riprendere in aula tramite materiale fotografico e audiovisivo.

Il processo sulla trattativa Stato-mafia

L’iscrizione di Silvio Berlusconi nei documenti dell’inchiesta sulla trattativa Stato-mafia che ha portato al processo dell’11 novembre è stata effettuata dalla Procura di Firenze. Il leader di Forza Italia è citato come teste per le stragi del 1993 e per gli attentati del 1994. A fare il suo nome è stato Marcello Dell’Utri, braccio destro del Cavaliere, già condannato a dodici anni nel corso del processo di primo grado sulla trattativa.

Lo stesso Dell’Utri ha scelto di restare nella sua abitazione di Milano (dove sta scontando la condanna agli arresti domiciliari) e di non essere presente nell’aula dell’Ucciardone. Lo scorso settembre la moglie, a proposito del processo, aveva ricordato che “la testimonianza di Berlusconi era stata ritenuta decisiva persino dalla Corte di assise d’appello di Palermo. Qui c’è la vita di Marcello in gioco”.

Negata la video intervista

I giudici di Palermo hanno respinto la richiesta presentata dalla difesa di Dell’Utri di proiettare in aula una video intervista. Nel filmato si sarebbe dovuto vedere l’ex presidente del Consiglio affermare, dopo l’udienza di primo grado, che il governo da lui presieduto non era mai stato vittima di intimidazioni mafiose. Per il Tribunale “non c’è motivo di proiettarla in aula. L’intervista è già acquisita agli atti, quindi potrà essere visionata dalla Corte in ogni momento”.