A processo l'uomo con il nome più impronunciabile

La vera notizia è il suo nome impronunciabile, ma Beezow Doo-Doo Zopittybop-Bop-Bop preferisce comparire, con una certa frequenza, soprattutto nelle pagine di cronaca nera. E così il prossimo 17 settembre questo bizzarro 32enne americano, all’anagrafe Jeffrey Drew Wilschke, nato nella periferia di Chicago, dovrà comparire davanti al Tribunale di Washington County, nello Stato dello Iowa, per rispondere dell’accusa di possesso di droga. Beezow, come ama farsi chiamare da quando, nel 2011, ha cambiato legalmente il suo nome di battesimo, rischia fino a 5 anni di carcere. Lo scorso 20 luglio, infatti, è stato arrestato dalla polizia a Cedar Rapids. Nel suo minivan turchese, che tra l’altro non aveva la necessaria registrazione, sono stati ritrovati più di 1,5 kg di marijuana oltre a contanti e strumenti, come bilancini, per l’uso di droghe.

Ascolta come si pronuncia questo nome assurdo nel video qui sopra!

Beezow, che rifiuta la schizofrenia a lui diagnosticata, non è nuovo ai problemi con la giustizia. Nel gennaio dell’anno scorso al Reynolds Park di Madison, nel Wisconsin, era stato fermato in seguito alle lamentele dei residenti, stanchi dei molesti effetti dell’assunzione di alcol e droghe sul suo comportamento. La sua prima esperienza con la prigione, però, risale ad aprile 2011 quando in un altro parco della città la polizia aveva scoperto un’arma da fuoco nel suo zaino. Sempre nel 2012, poi, l’uomo-scioglilingua, in un’intervista al Wisconsin State Journal, aveva spiegato il complesso significato del suo nuovo nome. Beezow sta per “lampo di consapevolezza nell’amore infinito dell’universo”, doo-doo rappresenta “la lotta quotidiana con questa conoscenza e ci fa comprendere che l’amore nella vita diventa caos”, mentre Zopittibop-Bop-Bop è “la diretta conseguenza di questa lotta, spesso molto ironica, soprattutto se si considera che tutta la vita umana finisce con la morte”. Una spiegazione che fa un po’ a pugni con la sua dichiarata avversione ai diritti dei gay. Recentemente il giovane americano, infatti, si è espresso sulla sua pagina Facebook contro la decisione della Corte Suprema di giudicare incostituzionale il divieto al matrimonio omosessuale federale.

Del resto sui nomi di battesimo negli Usa c’è, quasi sempre, fin troppa libertà. E pretendere anche la coerenza nell’attribuzione del significato sarebbe davvero troppo. Basti pensare che pochi giorni fa un giudice del Tennessee ha vietato a una madre di chiamare il proprio figlio Messiah, ossia Messia, perché si tratterebbe di un titolo e non di un nome. Il bimbo, di appena 7 mesi, per il momento sarà per tutti Martin. Almeno non dovrà dare particolari giustificazioni sul significato di questa scelta.

Video - Storia di un ladro molto poco furbo

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