Procura Milano: sei indagati per truffe con rilevatori di gas

Red-Alp

Milano, 23 set. (askanews) - Questa mattina, nell'ambito di un'indagine coordinata dal procuratore aggiunto di Milano Eugenio Fusco e del pm Enrico Pavone, la sezione di polizia giudiziaria della procura ha eseguito in alcuni Comuni del Bresciano la misura cautelare dell'obbligo di dimora e divieto di allontanamento notturno (emessa dal gip Alessandra Di Fazio) per truffa aggravata commesse con il metodo dei "rilevatori di fughe di gas" nei confronti di cinque persone tra i 22 e i 37 anni. Lo ha annunciato la stessa Procura, spiegando che nei confronti dei cinque è stato eseguito anche un decreto di perquisizione locale, esteso anche ad un altro indagato: si tratta di un 68enne al quale sarebbe riconducibile la società bresciana denominata "G.A.S. Srl", per conto della quale avrebbero operato i presunti truffatori.

L'indagine è scattata alla fine del 2018 da alcune denunce e segnalazioni rese dalle vittime, per lo più ultra settantenni. Il 14 dicembre scorso, personale del Pool antitruffe aveva identificato "in flagranza" uno degli indagati, e aveva sequestrato un POS, una serie di volantini ed altro materiale "di notevole interesse investigativo". La procura contesta al momento ben 48 truffe commesse tra il 19 novembre 2018 al 6 febbraio 2019 ai danni di anziani, "ai quali veniva proposto l'acquisto e la successiva installazione di rilevatori di gas e di monossido, a fronte del pagamento di somme assolutamente sproporzionate rispetto al loro valore, spacciati per dispositivi di ultima generazione, che in realtà erano risultati dei meri rilevatori di fumo di bassa qualità aventi un costo decisamente irrisorio e soprattutto non necessari, poiché non previsti da alcuna normativa in materia".

Molte delle vittime hanno spiegato agli inquirenti "che i tecnici li avevano indotti all'acquisto asserendo che si trattasse di dispositivi previsti obbligatoriamente dalla legge ed indispensabili ad evitare fughe di gas. Le persone offese precisavano, altresì, di essersi fidate della bontà dell'affare poiché avevano visto affissi nei loro condomini delle locandine che li avvertivano dell'arrivo dei tecnici preposti all'installazione".