Procura notifica a Casapound sequestro della sede romana. Raggi: "Momento storico"

Casapound (Photo: ANSA foto)

Al termine di un’indagine condotta dalla Digos della Questura di Roma, la Procura della Repubblica di Roma ha chiesto ed ottenuto dal Gip il sequestro preventivo, con riferimento al reato di occupazione abusiva, dell’immobile in via Napoleone III, sede del movimento Casapound. Sono in corso le procedure per la notifica del provvedimento. Lo rende noto la Questura di Roma.

Il movimento di estrema destra risponde diffondendo dall’interno della sede l’Inno d’Italia. CasaPound ha dato appuntamento sotto la struttura per una manifestazione di solidarietà. “Per tutti coloro che vogliono mostrare solidarietà e vicinanza a CasaPound dopo gli ultimi attacchi strumentali, per gli amici, i rappresentanti delle istituzioni, gli esponenti del mondo della cultura, per tutti gli uomini liberi, l’appuntamento è oggi alle ore 17.30 in via Napoleone III numero 8”, si legge sul profilo Facebook.

Associazione a delinquere finalizzata all’istigazione all’odio razziale e occupazione abusiva di immobile sono i reati contestati dalla Procura di Roma, nei confronti, tra gli altri, dei vertici del movimento di estrema destra Gianluca Iannone, Andrea Antonini e Simone Di Stefano.

Ieri l’annuncio via Twitter di Laura Castelli, vice ministro dell’Economia. Oggi è la sindaca di Roma, Virginia Raggi, a parlare di “un momento storico, una vittoria per la città”. “Se procederemo in modo ‘bipartisan’ sugli sgomberi? C’è un elenco che ha la prefettura -ha detto la sindaca a La7- che procede secondo il criterio degli immobili pericolanti o dei provvedimenti di sgombero. In questo caso la Procura si è mossa: noi diamo assistenza per assistere le fragilità che non hanno colore politico”.

“Siamo contenti che questa iniziativa sia stata assunta. Ora aspettiamo l’evoluzione dal punto di vista giudiziario” commenta l’Anpi. “Esprimiamo viva soddisfazione per il provvedimento che era stato richiesta dalla procura sulla base della nostra denuncia”, ha sottolineato il vicepresidente, Emilio Ricci.

Contro la sede di Casapound, di via Napoleone III, nel cuore del quartiere Esquilino, occupata da 16 anni, è in piedi una procedura di sgombero avviata lo scorso 19 luglio dal Demanio, accompagnata da una denuncia alla procura di Roma. La Corte dei Conti ha calcolato un danno erariale di 4,6 milioni per omessa disponibilità del bene e mancata riscossione dei canoni da parte del Demanio stesso e del Miur.

Simone Di Stefano, vicepresidente di Casapound dice: “Qui non è stato notificato nulla. Non c’è alcuno sgombero in atto. Lo sgombero di Casapound è al momento come i miliardi di Conte nella legge di bilancio: non esiste, lo raccontano ma non c’è nei fatti. Aspetteremo e vedremo cosa faranno magistratura e prefetto”. E ancora: “C’è un attacco politico. E lecito pensare che chi indaga ha pregiudizi politici sulla nostra organizzazione. Ci sono altri palazzi che hanno questo tipo di provvedimento e inchieste per associazione a delinquere anche nei confronti di esponenti dei centri sociali. Chi occupa i palazzi spesso conviene nel reato associativo di occupazione. Quanto all’odio razziale lo ha messo il magistrato, lo dimostri, non so come. Se poi essere contro l’immigrazione è essere per l’odio razziale deve essere sempre stabilito da un magistrato. Noi ci affidiamo alla giustizia, recentemente abbiamo vinto anche cause importanti contro Facebook, Magari quello è stato il la per cercare un altro tipo di attacco alla nostra associazione”.

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