Prodi: accordo con la Cina favorita da Vaticano meno occidentale

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Roma, 27 set. (askanews) - "La Cina e il Vaticano sono le uniche istituzioni al mondo che operano per l'eternità. Il loro rapporto è complicato e quanto meno lungo". Lo ha detto il professor Romano Prodi alla presentazione del volume "L'accordo fra la Santa Sede e la Cina. I cattolici cinesi tra passato e futuro" a cura di Agostino Giovagnoli ed Elisa Giunipero, ad un anno di distanza dallo storico accordo per la nomina dei vescovi.

"Nel primo anno i rapporti stanno andando avanti bene. L'accordo è credibile, ha la probabilità di essere stabile più di altri accordi con altre chiese", ha notato Prodi. "Un avvicinamento che ha bisogno di un processo di armonizzazione ma che va cominciato". In Cina, ha detto Prodi a quanto riportato dal Sir, "c'è una sostanziale continuità politica. In questa fase storica, Pechino è come Palermo nel Gattopardo: tutto deve rimanere fermo affinché tutto possa cambiare. C'è stato un forte rafforzamento dell'identità nazionale che è stato un vantaggio per raggiungere l'accordo". Secondo Prodi, "la convergenza maggiore fra Cina e Santa Sede è data dal fatto che sempre più la Chiesa cattolica ha dato il messaggio di non essere più solo occidentale. La cosa più importante è che si sia aperta la possibilità di una attività pastorale".

Mons. Claudio Maria Celli, principale negoziatore vaticano con Pechino, ha notato, da parte sua, che "si è aperta una porta che difficilmente può essere richiusa. Per me questo è fondamentale", ha detto l'arcivescovo: "A chi mi chiede quale sia la portata storica dell'accordo posso dire che oggi tutti i vescovi cinesi sono in comunione per la prima volta dopo 70 anni con tutti gli altri vescovi".

Il fondatore della comunità di Sant'Egidio Andrea Riccardi, da parte sua, ha sottolineato che "oggi l'accordo rifà l'episcopato cinese un fatto vitale, premessa per il futuro. Nasce un soggetto pubblico che finalmente può giocare un ruolo nella società cinese. La sfida del cattolicesimo è avere spazio nella Cina di oggi".