Prodi: convergenza Vaticano-Cina su terreni finora inesplorati

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Città del Vaticano, 27 set. (askanews) - La firma dello storico accordo tra il Vaticano e la Cina sulle nomine episcopali, un anno fa, è stata possibile in questo momento storico anche perché, con il Pontificato di Papa Francesco, le autorità cinesi hanno percepito come sempre più universale e meno occidentale la Chiesa cattolica. Condizione, questa, che favorisce una convergenza tra Roma e Pechino su terreni finora inesplorati. E' l'analisi di Romano Prodi riportata da Vatican News e dall'Osservatore Romano.

L'economista bolognese, ex Presidente del Consiglio ed ex Presidente della Commissione europea, è intervenuto alla presentazione, avvenuta ieri a Roma, del volume "L'Accordo fra la Santa Sede e la Cina. I cattolici cinesi tra passato e futuro", curato da Agostino Giovagnoli ed Elisa Giunipero, con prefazione del cardinale Pietro Parolin, edito dalla Urbaniana University Press. Alla conferenza, moderata dal presidente della Comunità di Sant'Egidio, Marco Impagliazzo, sono intervenuti, oltre a Prodi, mons. Claudio Maria Celli, principale negoziatore della Santa Sede con Pechino, il fondatore della comunità di Sant'Egidio Andrea Riccardi e padre Federico Lombardi, ex portavoce vaticano e grande esperto dei rapporti sino-vaticani.

In Cina "c'è una sostanziale continuità politica. In questa fase storica", ha detto Prodi a quanto riportato dal Sir, "Palermo è l'opposto di Pechino: nel Gattopardo tutto doveva cambiare affinché tutto rimanesse uguale. A Pechino tutto deve rimanere uguale affinché tutto possa cambiare. C'è stato un forte rafforzamento dell'identità nazionale che è stato un vantaggio per raggiungere l'accordo". Secondo Prodi, "la convergenza maggiore fra Cina e Santa Sede è data dal fatto che sempre più la Chiesa cattolica ha dato il messaggio di non essere più solo occidentale".

Particolarmente significativa, in una Sala Benedetto XIII gremita, sottolinea il giornale vaticano, la presenza del capo ufficio politico e del primo segretario dell'Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese a Roma. Segno visibile di quel cambiamento di clima, all'insegna della fiducia e del rispetto, che è stato evocato da tutti i relatori che si sono succeduti nella presentazione del libro.

Domani, peraltro, sabato 28settembre alle 16 Romando Prodi parteciperà a Piazza Maggiore a Bologna al Festival Francescano per parlare di Cina con il gesuita Antonio Spadaro, direttore della Civiltà cattolica.