Prodi: Salvini come Bertinotti, ma Draghi deve fare presto

Red
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Roma, 24 apr. (askanews) - "Salvini si è imbertinottato... Il leader della Lega si è messo nella scia di Bertinotti". Lo dice l'ex premier Romano Prodi, in una intervista al 'Corriere della Sera'.

"Sindrome classica delle coalizioni - spiega -. Fai una scelta drastica, come quella di Bertinotti di coalizzarsi con l'Ulivo. Poi cominci a perdere consensi e la cosa ti fa diventare matto. E allora alzi la posta. Ti impunti anche sul niente, ogni giorno di più. Ma attenzione: questo fa perdere voti, non guadagnarli". Fa anche cadere i governi. "Nel mio caso sì, perché Bertinotti poteva farlo cadere. Ma Draghi ha molte più riserve. È una grande differenza". Salvini, per Prodi, "non crocifigge Draghi solo perché non ha il martello. Ma alza la posta. Fa prevalere il suo interesse di parte". Forse non è il solo. "Per ora sì, perché si è trovato lui con sondaggi calanti e con una concorrente diretta, Giorgia Meloni".

Draghi, per il professore, "deve fare presto. Ma ha più tempo per vedere e mostrare al Paese i risultati positivi della sua azione, anche se tra pochi giorni, poche ore, dovrà presentare il suo piano a Bruxelles. Con Conte si percepiva una tensione montante".

A proposito di Conte e del Movimento 5 stelle, Prodi spiega che "pensavo che nel momento in cui cercava di mettere ordine nel suo magma di stato nascente, il M5S sarebbe imploso. Invece, è uscita solo una minoranza estremista: è possibile che coloro che sono rimasti trovino una coerenza e un equilibrio interni". Con Conte? "E chi altro? Il cane pastore dei Cinque Stelle è lui".

Infine, per quanto riguarda il Pd, sottolinea che "tutti conoscono il rapporto di amicizia e fiducia che ho verso Enrico: lo chiamai a Palazzo Chigi come sottosegretario che era un ragazzo. Ebbene, il ragazzo è cresciuto. In Europa si è rafforzato e accreditato. E io, da spettatore più che da protagonista, per quanto angosciato dal debito che cresce, sono fiducioso: al Quirinale, a Palazzo Chigi e nel Pd ci sono le persone che più stimo. Se l'Italia non vince ora non vincerà mai".