Prodi sui tortellini: “Garantire a tutti la libertà di scelta”

Prodi sui tortellini

È già stato soprannominato il “tortellino dell’accoglienza”. A base di carne di pollo, si sostituisce al classico ripieno di maiale. La proposta è arrivata dal Comitato organizzatore della Festa di San Petronio, protettore di Bologna, tra cui la Curia e il Comune. I più fedeli tradizionalisti bolognesi insorgono e il dibattito ha immediatamente assunto un contorno politico. Fratelli d’Italia e Lega non ci stanno. “Snaturano anche i tortellini pur di ammiccare all’Islam”, attacca Lucia Borgonzoni, candidata per la Lega alle elezioni regionali in Emilia Romagna. Sulla polemica è intervenuto anche un emiliano doc come l’ex premier di Scandiano. Romano Prodi sui tortellini non ha dubbi. Per lui: “Quando c’è scelta, c’è progresso”.

Prodi sui tortellini: “È una libera scelta”

Con un commento in prima pagina de Il Messaggero, Prodi ha detto la sua sui tanto discussi “tortellini dell’accoglienza”.

Non usa mezze misure affermando che non poteva esserci “un’occasione più ghiotta perché la politica si intromettesse subito nella guerra dei tortellini”. Per Prodi i politici di centrodestra hanno accusato gli organizzatori di “duplice sacrilegio per avere profanato la nostra tradizione religiosa per compiacere gli islamici e la nostra tradizione culinaria per avere espulso il maiale da tutti i tortellini e non solo dai quattro o cinque chili previsti”.

L’ex premier ha notato che molti chef bolognesi hanno colto la palla al balzo per farsi pubblicità, sottolineando che “nel loro locale da decenni si servono tortellini di diversissima natura”. Ma sulla polemica che ne è conseguita, Prodi è sicuro che “la vera disputa si è spostata sul fatto che si potesse servire anche a coloro che sono diversi da noi un piatto che si chiama con un nome (tortellino) che riteniamo legato alla nostra esclusiva identità”.

Un discorso, quello di Prodi, che talvolta sfora i contorni politici assumendo connotati sociologici. Per lui, infatti, a livello popolare il messaggio politico dell’impossibilità di integrazione è “penetrato in tanta parte di noi così profondamente da coinvolgere anche gli aspetti del tutto assurdi dei nostri rapporti con gli altri”. Non poteva mancare neppure la stoccata al leader della Lega. Le considerazioni esposte da Prodi, a sua detta, spiegherebbero anche il “perché Salvini, pur di fronte alla molteplicità e alla gravità dei problemi della società italiana, continui a insistere quasi esclusivamente sulla paura dell’immigrazione”. Secondo l’ex commissario europeo, resta aperto il problema dell’integrazione dei milioni di emigranti “che sono ormai un elemento indispensabile per l’elementare funzionamento della nostra società”.

Quindi, ha sottolineato che non si tratta di rinunciare alla necessaria regolamentazione del fenomeno migratorio “ma, più semplicemente, di tenere presente che non è di scarsa importanza il garantire agli italiani e agli stranieri la stessa libertà di scelta sul ripieno dei tortellini”. E se gli immigrati mangiano con noi i tortellini, ha concluso Prodi, “finiscono con il fare propria una parte della nostra tradizione”.

La polemica dei tortellini

Per il vicario generale dell’arcidiocesi di Bologna, Giovanni Silvagni, l’obiettivo è quello “di creare qualcosa a cui tutti possono partecipare”. All’Agi ha dichiarato: “È da guardare con simpatia. Il desiderio è che la Festa del Patrono sia di tutti i bolognesi. E i bolognesi non sono solo gli italiani che mangiano carne di maiale. L’intento del Comitato è allargare anche ad altre culture e dare la possibilità di degustare i tortellini anche a chi per qualunque motivo, dieta, salute o legato alla religione, non può mangiare carne di maiale”.

La ricetta del “tortellino dell’accoglienza” sarà con pollo, ricotta, parmigiano, uova e noce moscata. Alle parole del monsignore hanno fatto eco quelle di Paola Lazzari Pallotti, presidente dell’Associazione sfogline di Bologna. Infatti, ha dichiarato: “Non abbiamo tolto nulla alla tradizione bolognese, anche perché non vogliamo presentarlo come il tortellino bolognese ma come un prodotto diverso. Noi saremo in piazza ad accogliere tutti, anche chi non può mangiare il maiale. San Petronio è la festa dell’accoglienza”.