Prodi sulle sardine: “Per favore lasciatele nuotare in pace”

Prodi sulle sardine

In molti hanno criticato il possibile legame d’interessi tra le sardine, i cui movimenti dilagano in moltissime città italiane, e l’ex premier Romano Prodi. Mattia Santori, che a Bologna con Andrea Garreffa, Giulia Trappoloni e Roberto Morotti ha dato il via al movimento che si autodefinisce “apolitico”, non nasconde la sua vicinanza ai dem. Il trentenne emiliano, inoltre, fa parte della redazione della rivista Energia, co-fondata nel 1980 da Romano Prodi e diretta da Dini Alberto Clò, ex ministro del Governo. Gli ideatori del movimento delle sardine hanno sempre trattato con ironia la questione, negando ogni accusa. Intanto Prodi sulle sardine esprime parole di ammirazione e approvazione. L’ex presidente del Consiglio, ospite a “Circo Massimo”, programma mattutino in onda su Radio Capital, ha raccontato: “Ero in Cina quando ho sentito delle sardine. La mia reazione è stata: per favore, lasciatele in pace, lasciatele nuotare“.

Prodi sulle sardine: “Lasciate in pace”

A Matteo Salvini le sardine “mettono un’enorme allegria e spero siano ovunque”. Secondo il leader del Carroccio, “tutti i ragazzi che si informano, sia con la Lega sia contro al Lega, fanno qualcosa di utile al Paese”. Attilio Fontana, invece, non si trattiene e con ironia ha dichiarato: “Mi stanno un po’ sullo stomaco se devo essere sincero. Non le digerisco tanto, sono un po’ difficili da digerire”.

Romano Prodi, inizialmente, ha criticato i toni usati dalle sardine, ritenendo che “abbiano stancato la gente”. L’ex premier, infatti, spiegava: “Non avevo mai visto in vita mia una grande manifestazione che inneggia alla civiltà dei toni”. Tuttavia, aveva tenuto a precisare che “la durezza del dibattito, indipendentemente dai contenuti del dibattito, comincia a stancare”.

Nelle sue ultime dichiarazioni a Radio Capital ha aggiunto: “Nel 2019 sono successe strane cose, abbiamo avuto nel mondo quattro-cinque manifestazioni popolari senza un leader: in Cile, in Hong Kong, in Libano, in Francia coi gilet gialli, in Iran”. Quindi ha commentato: “Mentre la democrazia è in crisi ovunque e c’è questa specie di delega di autorità, i popoli reagiscono con queste grandi adunate spontanee. E lasciatele stare”.