Produzione di alcolici in casa: passione italiana, ma attenzione alle normative

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Cosenza, 17/03/2020 - Una delle passioni più comuni tra gli italiani è la produzioni di alcolici in casa, un processo non molto difficile ma, per fare una distillazione di qualità e con sicurezza, bisogna seguire con attenzione dei passaggi: 

· Prima di iniziare, bisogna pulire l’apparecchiatura che si utilizzerà nel processo; 

· in seguito, si collega l’acqua al refrigeratore e si prepara la caldaia riempendola con il liquido da distillare; 

· dopo si collega la caldaia al refrigeratore e si accende la fonte di calore che, di solito, è un fornello a gas; 

· infine, bisogna tenere d’occhio la temperatura con un termometro; in genere, le temperature sono: 78,3 gradi se si producono le teste, 78,4 se si produce il cuore e 100 gradi se si producono le code. 

Quando si producono alcolici a casa, bisogna prestare attenzione al fatto che alcuni di questi non possono essere prodotti in questo modo. Un esempio è la grappa che, anche se spesso viene prodotta in casa, è illegale. Solo nel 2009 si è provato a legalizzare la produzione di grappa a casa ma con un limite di 50 litri (la misura di una damigiana di grappa tradizionale) e con l’impossibilità di venderla. 

Questa proposta superò diversi passaggi ma, alla fine, non venne accettata, a causa di motivazioni di tipo sanitario e fiscale. Infatti, le aziende che producono la grappa, devono pagare una tassa obbligatoria, tassa che non si pagherebbe se la grappa fosse prodotta per conto proprio. Inoltre, c’è il rischio che nella distillazione rimangano dei residui di metanolo che possono provocare danni molto seri all'organismo. 

Produrre la birra a casa 

La birra è uno degli alcolici più facili da produrre, con l’impiego di pochi strumenti. Per produrre la birra in casa ci sono diversi procedimenti, i più usati sono: 

· procedimento con l’estratto e grani: viene prodotta tramite un kit e l’all grain; 

· procedimento con estratto di malto concentrato: viene prodotta con un barattolo di estratto di malto concentrato, procedimento più consigliato per chi è alle prime armi; 

· procedimento tradizionale: non prevede nessun kit e la birra viene prodotta con i soli ingredienti. Questo procedimento è il più difficile ed è consigliato solo ai più esperti. 

Per scegliere quale procedimento adottare, bisogna basarsi su budget e spazio che si ha a disposizione. Per il metodo che utilizza gli estratti e i grani e per quello che utilizza dell’estratto di malto concentrato, lo spazio che serve è poco, basterebbe anche una semplice cucina. Invece, per il procedimento all grain, serve uno spazio più grande, come una cantina o un garage. Inoltre, bisogna anche avere un fermentatore da tenere in un luogo fresco e a temperatura costante. 

Un fattore molto importante nella preparazione della birra, è proprio la temperatura costante che rientra tra i 12 e i 24 gradi durante il processo di fermentazione. Per questo si consiglia di produrre la birra durante i periodi in cui il clima è più temperato, cioè né troppo caldo né troppo freddo. 

Parlando dei costi, il procedimento meno dispendioso è quello che utilizza il kit con l’estratto di malto concentrato, con un prezzo che si aggira intorno ai 100€. Il metodo dell’estratto e grani ha un costo che si aggira intorno ai 150€, mentre il metodo più avanzato con l’all grain ha un costo di circa 200€. Se si vuole produrre la birra senza nessun kit e con gli ingredienti base, quello che serve è: 

· cereali maltati: la birra può essere fatta con molti altri cereali ma il più usato è il malto; 

· luppolo: il luppolo è un fiore che arricchisce il sapore della birra; 

· acqua: l’acqua gioca un ruolo molto importante perché serve a creare una sostanza liquida con il malto. Qualora si optasse per la tecnica più semplice, ovvero quella con i kit birra artigianale, si lascia diluire l’estratto di malto d’orzo nell’acqua. L’estratto deve essere non luppolato in modo da poter scegliere a proprio piacimento la percentuale di luppolo da usare. 

Servirà anche il mulino, ovvero uno strumento per macinare i malti e un attrezzo per mettere in infusione i luppoli. 

Se ci si sente pronti per applicare la tecnica all grain, ovvero la più costosa e difficile, si inizia con il macinare il malto; in seguito, si cuoce in infusione e il composto che si ottiene va bollito insieme al luppolo e, dopo, si lascia raffreddare il tutto e si passa alla fase di fermentazione. Questi passaggi, con il kit, vengono dimezzati perché sono già stati fatti. 

Aprire un’azienda vinicola 

Oltre alla birra, si può anche produrre il vino in casa ma, ovviamente, con gli strumenti adatti. Se, invece, si pensa più in grande, sognando di aprire un’azienda vinicola, la questione diventa più complicata ma, anche qui, non impossibile. 

Innanzitutto, bisogna trovare un terreno adatto per coltivare l’uva, affidandosi ad un esperto per essere sicuri di coltivare su un terreno con la giusta esposizione al sole, la giusta composizione e l’idoneità alla coltivazione della vite. 

Inoltre, si avrà bisogno di vari macchinari per la spremitura dell’uva, per l’imbottigliamento e per l’etichettatura. Tutto questo prevede un costo che si aggira intorno ai 100.000€. La scelta del terreno comporta anche l’aspetto burocratico, poiché sul terreno deve essere possibile la coltivazione di una delle varietà DOC, DOCG o IGP, che darà al prodotto finale un marchio garantito, trampolino di lancio per immettersi sul mercato. 

Questo non è un mestiere per tutti perché, anche se ricco di soddisfazioni sul piano economico e non solo, in alcuni periodi dell’anno bisogna lavorare intensamente. La strada per aprire un’azienda vinicola non è semplice e necessita di un capitale iniziale non indifferente da investire. 

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