Produzione industriale: Cisl, servono stimoli a domanda e taglio tasse

(ASCA) - Roma, 10 giu - ''Il dato ancora negativo ad aprile sulla produzione industriale, per quanto in se' non drammatico, conferma invece una linea tendenziale di caduta che sembra inarrestabile. Rispetto ad aprile scorso l'indice ha perso oltre quattro punti, che diventano oltre dodici se si parte dal livello di aprile 2011. E' questo l'effetto di una dose di austerita' eccessiva inflitta ad un'economia gia' in recessione, come ha riconosciuto anche il Fondo Monetario Internazionale''. E' quanto afferma in una nota il Segretario confederale della Cisl Luigi Sbarra, commentando i dati diffusi oggi dall'Istat, che indicano come la produzione industriale sia calata in Italia su base annua per il ventesimo mese consecutivo: ad aprile 2013 e' diminuita dello 0,3% rispetto a marzo e del 4,6% rispetto ad aprile 2012. ''La sofferenza che pervade l'industria e l'intero sistema economico - ha proseguito Sbarra - e' evidente nel calo produttivo tendenziale dei beni di consumo (-5,8%), dei beni strumentali ed intermedi (-4,5%), nella riduzione su base trimestrale dell'export (-1,9%) e del PIL (-0,6%). Siamo in una fase in cui la crisi produttiva minaccia di trasformarsi in aperta crisi sociale - sottolinea- con la perdita strutturale di aree ampie della base produttiva e dell'occupazione. Occorre reagire subito, perche' la relativa tregua sul fronte dello spread non e' un dato acquisito per sempre''. ''Il confronto con l'Unione Europea per far ripartire rapidamente gli investimenti infrastrutturali e' una condizione di grande importanza, ma non sufficiente. Occorrono - conclude Sbarra - anche stimoli alla domanda interna, una riduzione della pressione fiscale su lavoratori e imprese, un reindirizzo delle risorse nazionali dall'area degli sprechi e dell'evasione a impieghi produttivi. L'azione del governo in carica deve anche, con un orizzonte chiaro e provvedimenti incisivi, restituire fiducia alle imprese, ormai provate da cinque anni durissimi, nel segno della crisi e delle ristrutturazioni''.

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