Prof pro Hitler viene sospeso, ma è già in pensione

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di Paolo Martini 

Si è concluso con la condanna "massima", la sospensione, del professor Emanuele Castrucci, 67 anni, ordinario di filosofia del diritto dell'Università di Siena, il processo disciplinare in seguito alla pubblicazione di alcuni tweet che inneggiavano ad Adolf Hitler e al regime nazista.  

Il Consiglio di Amministrazione dell'Ateneo ha riconosciuto "nel comportamento del professor Castrucci gli estremi integranti un illecito disciplinare passibile della sanzione della sospensione nella misura massima", che comporta la sospensione dall'insegnamento e da ogni attività didattica. La condanna non avrà, però, effetti pratici perchè Castrucci è stato collocato in pensione dal 1° gennaio scorso. 

Il Cda dell'Università, nella composizione ristretta prevista dalla legge 240/2010, presieduto dal rettore Francesco Frati, questa mattina, ha preso atto del parere espresso dal Collegio di Disciplina a conclusione dell'istruttoria del procedimento disciplinare ed "ha ritenuto necessario concludere il procedimento e definire la sanzione benchè il professor Castrucci abbia nel frattempo richiesto il pensionamento e non sia più quindi in servizio".  

Prima della seduta deliberante, il rettore Frati ha convocato una riunione congiunta del Senato Accademico e del Consiglio di Amministrazione per comunicare ai massimi organi dell'Ateneo l'esito del procedimento istruttorio del Collegio di Disciplina. In questa occasione, informa una nota, è stata "ribadita all'unanimità la vocazione anti-fascista e anti-nazista dell'Università di Siena, che si richiama da sempre ai principi costituzionali di contrasto a qualsiasi forma di discriminazione verso popoli ed etnie". 

La scorsa settimana l'avvocato Lorenzo Borrè, difensore del filosofo, aveva inviato al Collegio di Disciplina una lettera in cui spiegava che Castrucci ricusava l'organismo perchè i suoi componenti avevano anticipato "il giudizio" dimostrando "non imparzialità e mancanza di serenità" verso il suo assistito.  

Castrucci resta indagato dalla Procura di La Spezia (dopo il trasferimento degli atti da Siena) per i reati di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa, aggravata da negazionismo.  

Lo scorso 10 gennaio nella memoria difensiva inviata al Collegio di Disciplina il professore Castrucci spiegava di non aver "mai manifestato in nessuna sede accademica, e neppure in altra sede pubblica o privata, come si può dimostrare con la certezza di essere in grado di smentire ogni affermazione contraria, adesione alcuna al nazismo o ad altre ideologie totalitarie, delle quali si è occupato talora professionalmente assumendole, da filosofo della politica, come oggetto di studio".  

"Meraviglia quindi vedere oggi la sua reputazione di studioso e di uomo libero travisata e denigrata in modo massiccio e mirato dai mezzi di comunicazione, dipingendolo come un volgare sostenitore di un'ideologia di morte, con l'intento deliberato di distorcerne il pensiero", scriveva l'avvocato Borrè. La memoria difensiva contestava la "caricatura" che è stata fatta nelle ultime settimane delle riflessioni di Castrucci, respingendo "definitivamente la favola che lo vuole dipinto come un bieco sostenitore dell'ideologia nazista". Pertanto il filosofo ha deciso anche di sporgere denuncia per diffamazione contro chi lo dipinge come un filonazista.