Professoressa contro migranti: in aula proteste e saluti romani

Professoressa contro migranti

L’episodio è accaduto in una classe del liceo scientifico Cecioni di Livorno. Una professoressa si sarebbe espressa contri i migranti, accusandoli di “rubarci il lavoro” e di “delinquere più degli italiani“. Opposte le reazioni degli alunni.

Professoressa contro migranti

Doveva essere una lezione ad argomento migrazioni, e invece si è trasformata in un enorme caos. Secondo la testimonianza della madre di un’alunna, la docente avrebbe preso una posizione netta contro i migranti. Tre ragazze si sarebbero alzate in piedi per dissentire ma sarebbero state zittite dai compagni a suon di saluti romani e inneggiamenti al Duce. La reazione della professoressa di fronte alla situazione sarebbe stata una risata.

Ad denunciare l’accaduto è stata la madre di una delle tre alunne tramite un post di Facebook. Dopo aver descritto l’episodio, ha anche aggiunto che sulla chat di classe degli alunni hanno iniziato a circolare immagini di Hitler, svastiche e frasi vergognose. Successivamente, insieme ad altre mamme, si è recata dalla dirigente scolastica Cecilia Paladini per rendere formali le sue accuse.

Il liceo livornese ha quindi aperto un’indagine interna e raccolto le testimonianze degli alunni e della stessa prof. L’istruttoria finale è stata poi consegnata all’ex provveditore che ha confermato e sta valutando l’entità del provvedimento.

La protagonista della vicenda nega di aver detto le frasi che le sono state attribuite. Ha infatti spiegato che l’argomento della sua lezione era l’analisi dei pro e dei contro della questione immigrazione, ma sostiene di non aver mai preso una posizione sulla vicenda. Aggiunge inoltre che nessun alunno avrebbe fatto il saluto fascista, “cosa che non ho mai visto fare in tutta la mia carriera“.

Ha poi consegnato al preside una lettera con la sua versione dei fatti. Secondo la dirigente Simoncini, “la docente non si è resa conto del contesto e la situazione le è sfuggita di mano“. Ma aggiunge anche che “chi la conosce sa che non è certo razzista“.