I progetti di giovani e donne alla settimana sociale di Taranto

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Image from askanews web site
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Taranto, 22 ott. (askanews) - Vescovi, sacerdoti, ministri, ma non solo. Alla settimana sociale dei cattolici a Taranto è presente una corposa rappresentanza di ragazzi e ragazze (le donne sono il 30 per cento dei partecipanti) coinvolti nella definizione di progetti "sostenibili" nel nome di una "ecologia integrale".

Angela Caradonna, 33 anni, è avvocato, salesiana cooperatrice, animatrice di comunità senior del Progetto Policoro nella diocesi di Mazara del Vallo, e fa parte del tavolo giovani che, sin dalla preparazione dell'evento tarantino, ha lavorato con il comitato tecnico-scientifico per "avviare alcuni processi di conversione ecologica, soprattutto oltre la settimana di Taranto, affinché questa settimana non si chiuda qui", spiega. Al tavolo sono presenti delegati di svariate realtà, da Confartigianato a Confindustria, da Confcooperative all'Agesci, dall'Economy of Francesco alla cooperativa Policoro, rappresentata quest'ultima da Caradonna. I giovani presenti si sono divisi in quattro gruppi: rigenerazione di nuovi modelli di business, rigenerazione dell'educazione al bene comune, rigenerazione dei quartieri e rigenerazione delle comunità locali.

Alla fine della settimana sociale di Taranto, i giovani presenti consegneranno agli altri delegati un manifesto di "ecologia integrale".

"Cerchiamo di individuare progetti virtuosi che siano fattibili e concrete sui territori", spiega Caradonna, che è coordinatrice di quest'ultimo gruppo, "per capire i punti di forza e di debolezza delle diverse proposte, e la possibilità di replicarli su tutto il territorio". La proposta è "una alleanza tra diocesi, terzo settore, e amministrazioni per rigenerazione degli spazi abbandonati, o in disuso, presenti in tutte le nostre città, al fine di riattivarli per ospitare attività socialmente utile".

Un esempio è quello che sta avvenendo nel comune di Marsala, che ha predisposto un avviso pubblico per singoli, associazioni o gruppi spontanei di cittaidini interessati a richiedere l'utilizzo di spazi da utilizzare per attività con finalità sociali. L'assegnazione non è ancora avvenuta ma è iniziata la raccolta di candidature. Un'altro esempio, che riguarda direttamente la Chiesa, è avvenuto nella diocesi di Cefalù, dove un edificio in disuso è stato ristrutturato ed ospita ora una cooperativa. L'iniziativa Economy of Francesco, da parte sua, ha iniziato una mappatura di beni immobiliari in svariate città. "Intendiamo creare albi ufficiali di locali che possano essere assegnati vincolando il loro utilizzo a finalità di pubblico interesse", spiega Caradona. "Abbiamo la consapevolezza che il processo è lungo e complesso, che ci sono procedure pubbliche e burocratiche", prosegue la giovane donna siciliana, "ma confidiamo che se dobbiamo e vogliamo un cambiamento questo cambiamento passa per quell'alleanza, nella collaborazione e corresponsabilità di privati, associazioni e amministrazioni".

La pandemia ha paradossalmente creato una situazione propizia a questo tipo di iniziative? Caradonna risponde citando Sant'Agostino: "Sono tempi cattivi, dicono gli uomini. Vivano bene e i tempi saranno buoni. Noi siamo i tempi". Chiosa: "Questo tempo è propizio nella misura in cui ciascuno di noi disposto a mettersi in gioco. E' il momento di fare il primo passo. Oggi non solo i giovani ma molti uomini e molte donne sono senza lavoro. Se c'è la disponibilità di aprire le porte di strutture in disuso, credo che possiamo far sì che sia un tempo propizio. Diversamente seguiremo la logica del Gattopardo, cambiare affinché nulla cambi".

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