Progetto Icarete: Regioni a confronto su infezioni ospedaliere

Cro-Mpd

Roma, 23 gen. (askanews) - Dodici incontri regionali per mettere a confronto i massimi esperti in tema di infezioni resistenti indicate dall'OMS come potenziale prima causa di morte nel 2050. In Italia si stimano circa 10.000 casi di decessi all'anno per infezioni resistenti ai comuni antibiotici, pari al doppio delle morti legate agli incidenti stradali. Per far fronte a questo scenario preoccupante nel 2017 il Ministero della Salute ha pubblicato il Piano Nazionale di Contrasto dell'Antimicrobico-Resistenza (PNCAR) 2017-2020, fissando il percorso che le istituzioni nazionali, regionali e locali, devono compiere per un miglior controllo delle infezioni. Esiste, però, una notevole variabilità tra regioni nelle modalità di attuazione dei programmi di sorveglianza e controllo di questo fenomeno. Con l'obiettivo di fare il punto su ciò che è stato fatto e che c'è ancora da fare a livello regionale, nasce "Icarete", Progetto che si compone di 12 incontri regionali, che arriva nel Lazio e che vede confrontarsi le istituzioni e i massimi esperti del settore, realizzato con il contributo non condizionante di Menarini.

L'Organizzazione Mondiale della Sanità, oltre a promuovere la corretta aderenza alle norme igieniche preventive stabilite, ha enfatizzato qualche giorno fa la necessità di sviluppare nuovi antibiotici, che possano venire utilizzati appropriatamente per far fronte ad un fenomeno che porterà nel 2050 a percentuali di mortalità elevatissime, specialmente tra i pazienti più fragili, e stimate essere superiori a quelle legate alle malattie oncologiche. D'altro canto dai dati del progetto Epicentro dell'ISS si evince che le infezioni prevenibili sono meno della metà, e circa il 30 % delle morti sarebbero prevenibili con l'utilizzo adeguato dei nuovi antibiotici. Le istituzioni Mondiali stanno cercando di agevolare le attività di ricerca di nuovi antibiotici, creando anche partnership pubblico/privato. Molto potrebbe essere fatto con le nuove terapie antibiotiche, rendendole disponibili ai pazienti sia a livello Nazionale che regionale-locale, secondo le indicazioni appropriate. (Segue)