'Proibire l'uso del Dhea costituisce un grave danno per la salute di molti italiani'

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Roma, 13 lug. (Adnkronos Salute) – "Serve una deroga" per consentire l'uso terapeutico del Dhea, l'ormone della giovinezza di cui è stata proibita la preparazione galenica dal primo giugno per scongiurarne l'impiego a scopo dopante in vista delle Olimpiadi di Tokyo. E' l'appello congiunto della Società italiana di endocrinologia (Sie) e della Società italiana di ginecologia e ostetricia (Sigo), in una lettera al ministro della Salute Roberto Speranza.

L'ormone, precursore di tutti gli ormoni sessuali – spiegano i medici – diminuisce con l'età e in alcune condizioni patologiche. Costituisce una fonte di benessere per le donne in menopausa e un trattamento essenziale per uomini e donne con deficit ipofisario, surrenalico e/o gonadico, sottolineano. E' dunque necessario – chiedono – distinguere l'utilizzo illecito e quello terapeutico di un ormone che è una terapia efficace per migliaia di uomini e donne italiani, a cui è indispensabile e urgente garantire il diritto alla cura, poiché in Italia non esistono farmaci industriali a base di Dhea.

"Chiediamo al ministro Speranza – affermano Francesco Giorgino, presidente Sie, e Antonio Chiantera, presidente Sigo – di considerare che proibire la somministrazione dell'ormone Dhea, senza permettere una necessaria reintegrazione da parte degli specialisti in caso di documentata carenza, costituisce un grave danno per la salute di molti italiani".

Gli impieghi illeciti "vanno senz'altro stigmatizzati e combattuti – precisano gli specialisti – ma proibire una reintegrazione in caso di carenza documentata, a dosaggi appropriati e dietro prescrizione dello specialista ginecologo, endocrinologo e/o andrologo, significa privare migliaia di donne e molti uomini italiani di un aiuto necessario a un miglior progetto di longevità in salute. Con l'appropriata reintegrazione del Dhea l'unico ormone che si riduce è il cortisolo, che altrimenti aumenta con l'età determinando un'infiammazione cronica sistemica e marcando l'invecchiamento patologico".

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