Proposta legge Usa: stop a consolati cinesi senza apertura Tibet

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Roma, 19 set. (askanews) - Nuove pressioni dagli Usa verso la Cina in arrivo: un gruppo di parlamentari bipartisan ha presentato una proposta di legge nella quale si vieta l'apertura di nuove sedi consolari cinesi negli Usa, finché Pechino non avrà consentito l'apertura di un consolato Usa a Lhasa, la capitale del Tibet. Lo scrive il South China Morning Post.

A proporre la legge alla Camera dei Rappresentanti è stato il democratico James McGovern, ma a favore si è già espresso anche il repubblicano Marco Rubio per il Senato. La norma prevede anche sanzioni nei confronti dei dirigenti cinesi che interferiscano con il delicato processo di successione all'ormai anziano Dalai Lama.

McGovern ha chiarito che questa proposta punta a rafforzare il "sostegno Usa al popolo tibetano nella sua lotta per i diritti umani, la libertà religiosa e una genuina autonomia".

Se approvata, la norma sarebbe un ulteriore intervento della legislazione americana su una questione assai delicata per Pechino. Già a dicembre è entrata in vigore una legge che proibisce l'ingresso negli Stati uniti agli esponenti cinesi che siano "concretamente coinvolti" nella formulazione di politiche che restringono l'accessp di stranieri nel Tibet.

Pechino considera ogni intervento straniero sulla questione tibetana come un'ingerenza nella sua politica interna. Dal punto di vista del governo centrale cinese, in Tibet la libertà religiosa è ampiamente consentita.