Proprietari negano casa a coppia perché gay

Duccio Fumero
“La proprietaria vuole una famiglia. Vuole qualcuno che stia a lungo” (Credits – Facebook)

Trovare la casa giusta non è mai facile, che la si voglia comprare o andare in affitto. Non lo è per tutti, ma a quanto sembra lo è ancora di più se sei omosessuale. Almeno questa è la denuncia fatta da Simone e Michele, una coppia gay di Torino che sta cercando una casa in affitto assieme. Ma che si sentono rispondere “No, grazie”.

E non è un problema economico, entrambi sono assunti a tempo indeterminato (“uno in una solida azienda con ottimo stipendio, uno per una compagnia teatrale, stipendio un bel po’ più bassetto, ma pur sempre Tempo Indeterminato”, scrive Simone Schinocca sulla sua pagina Facebook), né di aspetto, con entrambi bei ragazzi e con ottime referenze alle spalle. Il problema è che sono due uomini. Almeno così ha detto loro l’agente immobiliare cui avevano fatto una proposta per l’affitto di un appartamento. Una proposta che la proprietaria ha rimandato al mittente perché “vuole una famiglia. Vuole qualcuno che stia a lungo”.

Certo, perché il luogo comune vuole che i gay siano più “liberi” sessualmente e, dunque, una coppia omosessuale di norma scoppia e, così, si rischia che non onori il contratto d’affitto di otto anni proposto. Meglio una normale famiglia eterosessuale. Perché si sa che in Italia non ci si separa e non si divorzia se non si è gay.

E non è la prima volta, come racconta sempre Schinocca su Facebook. Mesi fa avevano visto una casa alle 19.30 di sera e la mattina dopo richiamano l’agente per dire che sono interessati. “L’abbiamo affittata, abbiamo ricevuto una proposta e voi non avete garanzie che invece l’altra coppia può garantire!” ha risposto l’agente. Come sottolinea Simone, l’agenzia era aperta di notte visto che la visita fatta era alle 19.30? E dopo mesi di nuovo, questa volta per lo meno senza l’ipocrisia di nascondere il vero motivo. Simone e Michele sono gay.

“Facile dire uguaglianza? Ma poi alla messa alla prova chi affitterebbe, chi darebbe fiducia a una coppia gay” ripete Simone Schinocca. “E pensare che volevamo cercare una casa più grande proprio per essere ancora di più famiglia, per ospitare quando volessero soprattutto pezzi di famiglia e se fosse capitato amici e amiche a cui vogliamo bene come fratelli e sorelle. Che tristezza… la discriminazione non è un concetto astratto”.

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