Prosegue il testa a testa tra Pd e FdI nei sondaggi politici

Rossella Papetti / AGF

AGI - Il testa a testa tra Partito Democratico e Fratelli d'Italia continua: anche questa settimana, nella nostra Supermedia dei sondaggi, il partito di Enrico Letta e quello di Giorgia Meloni risultano perfettamente appaiati nelle intenzioni di voto degli italiani, con il 21,2% ciascuno.

A colpire è anche il fatto che i due partiti in questione sembrano essersi stabilizzati intorno a questa situazione di parità, con oscillazioni che di settimana in settimana sono davvero minime, come se entrambi avessero raggiunto un punto di equilibrio – per quanto magari precario, come la storia recente ci ha spesso dimostrato.

Alle spalle dei due partiti di testa, la Lega si mantiene in terza posizione, distaccata di oltre 5 punti (16%) e stabile rispetto a due settimane fa, mentre il Movimento 5 Stelle cala ancora leggermente, scendendo al 13,2%. Ad oggi, si può dire che il partito di Giuseppe Conte sia riuscito a disinnescare la potenziale minaccia delle inchieste legate al cosiddetto “Russiagate”, che avevamo ipotizzato potessero costituire un fattore di rischio per la popolarità dell'ex premier.

Questo però non è bastato a invertire la tendenza e a far tornare il M5S su un sentiero di crescita. Diversamente, va nuovamente segnalato il buon dato di Forza Italia, che con l'8,7% fa registrare il suo miglior dato dalle Europee 2019.

Guardando la “parte bassa” della classifica riservata alle liste, colpisce come i partiti che hanno perso più terreno nelle ultime due settimane siano le due formazioni più di sinistra, Articolo 1 e Sinistra Italiana. Complessivamente, le due ex componenti di quella che fu la lista Liberi e Uguali perdono oltre mezzo punto, probabilmente risentendo di un certo clima di sofferenza a sinistra, in cui gli animi sono divisi tra il sostegno incondizionato al popolo ucraino invaso dalla Russia e un pacifismo anti-militarista con qualche venatura di anti-atlantismo nostalgico che non vede di buon occhio il sostegno – anche militare – dell'Italia all'Ucraina.

In verità, proprio l'invio di armi continua a costituire, per l'opinione pubblica, il vero punto dolente della strategia del Governo italiano nei confronti della guerra. Secondo l'ultima rilevazione di EMG, anzi, i contrari all'invio di “armi pesanti” da parte del nostro Paese sarebbero ormai più del doppio rispetto ai favorevoli (58% contro 28%), con una particolarità interessante: gli unici due elettorati in cui i favorevoli sarebbero maggioritari sono quelli del PD (60 a 32) e – anche se di poco – quelli di FDI (41 a 38).

Sondaggio EMG per @agorarai: la maggioranza degli italiani è contraria all'invio di armi pesanti all'Ucraina (58%) e preferirebbe cercare una trattativa diplomatica con Mosca (65%). Il miglior mediatore per la pace, secondo gli italiani, potrebbe essere il Papa (27%). pic.twitter.com/E6Coqjbda9

— YouTrend (@you_trend) May 5, 2022

Il dualismo tra PD e FDI emerge in qualche modo anche qui, nella netta presa di posizione dei democratici di condanna della Russia, che trova sponda anche tra i conservatori di Giorgia Meloni: FDI ha probabilmente sposato senza troppi distinguo la causa atlantica di sostegno all'Ucraina come mezzo per accreditarsi sul piano internazionale (oltre che per distinguersi dalle posizioni “ambigue” della Lega di Salvini, che sul tema ha ritrovato una sorta di sintonia con il Movimento 5 Stelle).

La settimana appena trascorsa è stata inoltre segnata da un'ulteriore novità: l'allentamento, a partire dal 1° maggio, delle restrizioni anti-Covid, con il venir meno dell'obbligo di mostrare il Green Pass (tranne che nelle strutture sanitarie) e con l'unica disposizione “superstite” costituita dall'obbligo di mascherine in locali chiusi (cinema, teatri, etc) e su mezzi di trasporto a lunga percorrenza.

Una novità che troverebbe un ampio riscontro positivo tra i cittadini: secondo un'indagine dell'istituto Demopolis, realizzata il 26 aprile, il 65% è d'accordo con le nuove norme in materia di Green Pass, il 63% con la decisione di mantenere la mascherina obbligatoria nei cinema e nei teatri, e ben il 70% con quella di mantenerlo su treni, navi e aerei. Per una volta, quindi, le nuove norme in materia di contrasto alla diffusione del Coronavirus non dovrebbero generare troppe polemiche e tensioni, sia tra i cittadini che tra i partiti. Ma staremo a vedere.

NOTA: La Supermedia YouTrend/Agi è una media ponderata dei sondaggi nazionali sulle intenzioni di voto. La ponderazione odierna, che include sondaggi realizzati dal 21 aprile al 4 maggio, è stata effettuata il giorno 5 maggio sulla base della consistenza campionaria, della data di realizzazione e del metodo di raccolta dei dati. I sondaggi considerati sono stati realizzati dagli istituti Euromedia (1° maggio), Ipsos (1° maggio), Piepoli (3 maggio), SWG (26 aprile e 2 maggio) e Tecnè (23 e 30 aprile). La nota metodologica dettagliata di ciascun sondaggio considerato è disponibile sul sito ufficiale www.sondaggipoliticoelettorali.it.

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