Libia, uccisi due migranti intercettati in mare

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Due migranti sudanesi sono stati uccisi e altri cinque feriti in una sparatoria nella zona di sbarco di Khums in Libia la scorsa notte, dopo essere stati intercettati in mare ed essere stati accompagnati a terra dalla guardia costiera libica. Ne dà notizia l'Organizzazione internazionale per i migranti sottolineando che le autorità locali hanno iniziato a sparare quando i migranti hanno tentato la fuga.

Intanto il governo italiano ha annunciato l'invio di personale militare dell'operazione Strade sicure per presidiare i centri d'accoglienza dei migranti, dopo le fughe di massa avvenute nel Nisseno e nell'Agrigentino.

Nell'hotspot di Lampedusa, gli ospiti presenti sono arrivati a quota 872 a fronte di una capienza massima prevista per 95. Nella notte fra lunedì e martedì, tre barche con in tutto 128 persone a bordo sono state rintracciate al largo dell'isola dalla Guardia costiera. Nella mattinata di oggi sono stati bloccati sette barchini, con un totale di 45 tunisini: tutti i migranti sono stati portati all'hotspot.

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Il ministro Lamorgese: "Flussi incontrollati"

Luciana Lamorgese, intervistata dal "Corriere della Sera" parla intanto di pericolo sanitario. Quelli che arrivano dalla coste del Nord Africa in Italia - spiega il ministro dell'Interno, appena rientrata da un incontro con il presidente della Repubblica della Tunisia - sono "flussi incontrollati che creano seri problemi legati alla sicurezza sanitaria nazionale che si riverberano inevitabilmente sulle comunità locali interessate dai centri di accoglienza, dai quali, tra l'altro, i migranti tunisini in particolare cercano di allontanarsi in ogni modo prima del termine del periodo di quarantena obbligatorio".

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"In Tunisia - afferma il ministro - assistiamo a una crisi economica molto grave, senza precedenti. Una crisi che riguarda da vicino anche l'Italia perché ha effetti di ricaduta immediata con flussi eccezionali di sbarchi di migranti. La situazione va tenuta costantemente sotto controllo". "Gestire i flussi migratori di questa entità è difficile in tempi normali, ma ora con le problematiche legate alla diffusione del Covid-19 la situazione è diventata davvero molto complessa".

Circa le fughe verificatesi in Sicilia, Lamorgese ha contattato il governatore della Sicilia Nello Musumeci: "L'ho rassicurato sul fatto che la maggior parte dei migranti fuggiti dal centro di Porto Empedocle è stata rintracciata, ma si tratta di un episodio inaccettabile e per questo stiamo prendendo provvedimenti". Il ministro parla anche dell'opera di individuazione di una nave dove mettere i migranti in isolamento in mare.

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Piano trasferimenti da Lampedusa

Sono 43 i migranti che, lunedì sera, sono stati trasferiti con il traghetto di linea per Porto Empedocle (Ag), dall'hotspot di Lampedusa. Il gruppo è già in viaggio per una struttura d'accoglienza di Palermo. La Prefettura di Agrigento, provando ad alleggerire le presenze nell'hotspot ha pianificato per la tarda mattinata il trasferimento, sempre con la motonave di linea, di altre 200 persone che una volta arrivate, in serata, a Porto Empedocle verranno caricate su dei pullman con destinazione alcuni centri d'accoglienza del Molise.

Porto Empedocle, via tutti gli ospiti

Sono 320 i migranti che, lunedì notte, lasciandosi alle spalle la tensostruttura di Porto Empedocle (Ag), sono partiti alla volta di centri d'accoglienza del Lazio. In mattinata, ne partiranno - secondo il piano di trasferimenti varato dalla Prefettura di Agrigento - gli altri: poco meno di 200 per il Piemonte. La tensostruttura della Protezione civile, allestita accanto alla banchina del porto e utilizzata come punto di raccolta dopo che i migranti vengono trasferiti da Lampedusa (Ag) a Porto Empedocle, dovrebbe dunque temporaneamente restare vuota. Dalla struttura, lunedì, c'era stata la fuga di poco meno di un centinaio di migranti. All'alba erano state rintracciate poco piu' di una cinquantina di persone.

Oim, 6.500 riportati in Libia quest'anno

Nei primi sette mesi di quest'anno - lo riferisce l'Organizzazione mondiale per le migrazioni (Oim) - sono stati 6.518 i migranti riportati in Libia dalla Guardia costiera libica, per la maggior parte uomini (5.716), ma anche donne (462) e minori (340) tra cui 84 bambine. In tutto il 2019 le operazioni libiche di recupero di migranti in mare avevano riportato in Libia 9.225 persone. Nel 2020 gli annegamenti sulla "rotta mediterranea centrale", quella che dalla Libia porta all'Italia, sono stati finora 101 e 168 i migranti dati per dispersi, riferisce ancora la grafica Oim. In tutto l'anno scorso, nello stesso braccio di mare, i morti erano stati 270 e 992 i dispersi, ricorda l'agenzia Onu.

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