Protesta dei becchini a Napoli: bare davanti alla sede del Municipio

Protesta dei becchini

Bare con dentro manichini come cadaveri e cartelli di protesta. Questa la macabra ma efficace messinscena allestita da alcuni becchini davanti alla sede del Municipio di Napoli nel palazzo San Giacomo. Gli addetti alle sepolture dei cimiteri hanno deciso di manifestare così la loro problematica, legata a mesi di stipendi arretrati. Data la scaramanzia che caratterizza i cittadini napoletani, molti passanti si sono prodigati in divertenti scongiuri passando davanti alle barre aperte.

Protesta dei becchini: da mesi senza stipendio

I 28 addetti alle sepolture lamentano paghe arretrate fino a 22 mensilità. “Se va avanti così saremo noi ad essere seppelliti”, ha commentato con amara ironia uno dei manifestanti. Il servizio cimiteriale aveva cambiato gestione, passando nelle mani di un privato. L’appalto alla ditta esterna, per la gestione dei cimiteri di via Santa Maria del Pianto e di via Poggioreale, è stato rinnovato due volte, l’ultima fino al 31 dicembre 2018. L’amministrazione di Napoli aveva però garantito ai becchini della città che niente sarebbe cambiato. La società vincitrice dell’appalto avrebbe infatti dato continuità al loro impiego.

Gli operatori del settore riescono invece a sopravvivere solo grazie all’aiuto delle famiglie. Alcuni non hanno ricevuto neanche il rinnovo del contratto, nonostante il loro lavoro sia necessario per continuare a offrire i servizi cimiteriali a tutta la città. Anche i sindacati sono sul piede di guerra e chiedono immediatamente il saldo dei salari arretrati e il blocco dei licenziamenti.

Il cimitero di Poggioreale era già stato il teatro di uno strano caso di cronaca nel mese di maggio. Gli addetti ai lavori del cimitero hanno dovuto interrompere le procedure di riesumazione di un cadavere perché una gamba del corpo era ancora perfettamente integra.