Proteste ad Hong Kong, polizia punta pistole e spara colpo in aria

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Crescente violenza sia da parte della polizia che da parte dei manifestanti ad Hong Kong. Sono stati numerosi gli scontri tra il 24 e il 25 agosto 2019, con una continua escalation. Solo attorno alla mezzanotte di domenica le forze dell’ordine sono riuscite per esempio a riprendere il controllo di Tsuen Wan, distretto dei Nuovi Territori.

Ancora proteste ad Hong Kong

E’ il dodicesimo weekend di protesta, dopo la presentazione della proposta di legge per rendere le estradizioni in Cina dei residenti più facili. Per la prima volta ad Hong Kong la polizia ha schierato automezzi con i cannoni ad acqua utilizzati per abbattere le barriere erette dai manifestanti per bloccare le strade.

Nel mezzo degli scontri si è udito anche un colpo di pistola. Le autorità ha ammesso che un agente “ha esploso un colpo verso l’alto di avvertimento” poiché un suo collega era caduto a terra “sotto una raffica di colpi” tanto che stava “rischiando la vita”. I dimostranti sono in effetti sempre più spesso armati di mattoni, molotov, spranghe e canne di bambù, oltre che laser per accecare gli agenti.

A far discutere però anche le immagini che mostrano alcuni colleghi del poliziotto che ha sparato, mentre sfoderano le pistole e le puntano verso manifestanti e giornalisti.

Cina contro USA

La polizia di Hong Kong lancia quindi un appello affinché il popolo che scende in piazza dia “un netto taglio coi dimostranti violenti”, avvertendo che contro quest’ultimi ci sarà “un’implacabile azione”. Nell’ultimo fine settimana ad essere arrestate sono state 36 persone per atti violenti, tra cui un dodicenne.

Intanto, cresce la tensione anche tra Pechino e Washington, con la Cina che accusa gli Stati Uniti di fornire supporto diretto e indiretto alle manifestazioni che vanno avanti ad Hong Kong da marzo 2019. L’ufficio del ministero degli Esteri cinese a Hong Kong ha dichiarato infatti che gli americani stanno “cospirando assieme ad elementi criminali” locali.