Proteste a Bogotà, il sindaco ordina il coprifuoco

Centinaia di persone hanno manofestato, venerdì sera, in diverse zone di Bogotà, violando il coprifuoco notturno decretato nella capitale colombiana, per contenere rivolte e saccheggi, verificatisi in precedenza durante l'ondata di proteste anti-governative.

I manifestanti si sono radunati anche davanti alla residenza privata del contestato presidente Ivan Duque, cantando l'inno nazionale e battendo pentole e mestoli, nella popolare forma di proteste chiamata 'cacerolazo'. La protesta è stata dispersa dagli agenti di polizia, che hanno usato i lacrimogeni contro la folla raccolta nella centralissima Plaza de Bolivar.

Al potere da poco più di 15 mesi, Duque è alle prese con la più vasta protesta contro un governo centrale degli ultimi tempi e che vede coinvolti sindacati, studenti, contadini e partiti di opposizione. Nel tentativo di placare il malcontento, il presidente ha annunciato, per la prossima settimana, l'avvio di un "dialogo nazionale con tutti i settori per afforzare le politiche sociali, lavorando insieme a una visione a medio e lungo termine che permetta al paese di colmare le sue lacune".

Nella capitale, nei giorni scorsi, le proteste sono sfociate in violenze, tra cui saccheggi e linciaggi, che hanno paralizzato il sistema di trasporto pubblico e portato a scontri tra polizia e manifestanti. Il sindaco Enrique Penalosa ha così imposto il coprifuoco notturno.