Proteste a Bolzano contro il lockdown, centinaia di manifestanti in piazza

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Manifestazioni di piazza
Manifestazioni di piazza

Proteste a Bolzano contro il lockdown, ci sono anche i no vax. Molte persone stanno manifestando, anche con assembramenti, in contro il lockdown che da domani interesserà l’Alto Adige a seguito dell’impennata territoriale dei contagi da Covid. Per tre settimane le nuove norme in vigore imporranno una stretta rigida nella vita dei cittadini. La decisione è stata presa dalla giunta a guida Kompatsher, ma la stessa non pare aver trovato il gradimento dell’intera popolazione. In Piazza Silvius Maniago già da stamane si sono ritrovate diverse centinaia di manifestanti, soprattutto lavoratori e partite iva.

Proteste a Bolzano contro il lockdown, anche i no vax

Lo hanno fatto per protestare vivamente contro il provvedimento e contro i suoi effetti economici su un tessuto già portato allo stremo. A far fede una specifica petizione che, con le forme barricadere della chiamata alle armi, sta girando in queste ore sui social. “Siamo contrari a qualsiasi ulteriore blocco in Alto Adige. Rivendichiamo la libertà e i diritti. Siamo contro la decisione finale del governo provinciale e le azioni del governatore Arno Kompatscher”. La cifra dei toni esasperati dell’intera faccenda viene data anche da alcuni manifestanti che hanno chiesto a gran voce le dimissioni della giunta in carica. Ad esse si sono aggiunte quelle in merito ad un argomento decisamente più delicato che già nei mesi scorsi aveva riempito le piazze: quello sulla libertà di vaccinarsi.

Ordinanza in vigore fino al 28

Il provvedimento di chiusura, che avrà valore fino al 28 febbraio, prevede la chiusura dei negozi non essenziali e l’attivazione della Dad per l’insegnamento. Dopo un gennaio ‘caldo’, tornano dunque le manifestazioni in piazza contro i provvedimenti anti Covid.Ogni spostamento se non quelli canonicamente indicati come urgenti sarà vietato. Il consigliere Andreas Poder ha voluto essere presente alla manifestazione, sottolineando sia la ‘rottura’ con la linea decisionale della giunta che la legittimità della manifestazione.