Proteste in Cile, proiettili di gomma contro manifestanti: 200 feriti

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Continua la violenza delle forze di polizia contro i manifestanti durante le proteste attualmente in corso in Cile e iniziate esattamente un mese fa: lo scorso 7 ottobre. I media locali hanno riportato infatti come nelle ultime settimane siano morte negli scontri ben 23 persone, di cui 5 uccise direttamente dai militari, mentre ben 177 hanno subito gravi lesioni agli occhi (fino alla cecità completa) a causa dei proiettili di gomma e dei lacrimogeni sparati ad altezza uomo. Sono giorni di forte tensione nel paese sudamericano, che non viveva una crisi così pesante dai tempi della dittatura di Augusto Pinochet.

Proteste in Cile, morti 23 manifestanti

Sono ormai decine nel paese le segnalazioni di episodi di violenza da parte dei militati e delle Forze dell’Ordine, come quello occorso il 6 novembre ad un giovane di Antofagasta (nel nord del Cile) che è stato prelevato da alcuni agenti in borghese mentre stava aspettando l’autobus alle 5 del mattino. Una volta caricato a bordo del loro mezzo, il giovane è stato stordito con una pistola taser, bendato, ammanettato e condotto in una casa isolata dove per diverse ore i militari lo hanno torturato cercando di farsi dire i nomi dei capi delle rivolte.

Stando a quanto raccontato dal ragazzo, nella casa oltre al lui c’erano anche altre persone detenute. Per cercare di farlo parlare gli agenti gli hanno infilato aghi sotto le unghie, minacciandolo con frasi come: “Vuoi che ti buttiamo nel torrente o che ti seppelliamo nel deserto?”. Solo dopo diverse ore il giovane è stato rilasciato alle porte di Antofagasta.

26 persone hanno perso la vista

Oltre alle torture sono numerose anche le lesioni agli occhi dei manifestanti, causate dia proiettili di gomma da 9 millimetri sparati ad altezza uomo dalla polizia antisommossa. Secondo un rapporto dell’Istituto nazionale per i diritti umani del Cile 177 persone hanno subito gravi lesioni oculari e 26 hanno invece perso la vista da un occhio. Il medico Mauricio Lopez ha affermato: “Lunedì scorso abbiamo avuto in un’ora 10 persone con questo tipo di ferite. È stato incredibile, niente del genere era mai accaduto nella storia della medicina oftalmica in Cile”.

Le accuse contro il presidente Pinera

Nel frattempo, il giudice Patricio Alvarez ha accettato la domanda presentata da un pool di avvocati cileni al fine di poter accusare il presidente Sebastiàn Pinera di supposti crimini contro l’umanità. È stata pertanto avviata un indagine al fine di indagare sui crimini commessi dai membri dell’esercito cileno nel corso delle proteste, tra cui omicidi, arresti illegali, torture e abusi sessuali.

Il presidente Pinera, accusato dagli oppositori di essere un miliardario con poca empatia nei confronti della classe media e dei poveri del paese, ha subito ribattuto alle accuse dichiarando di non avere niente da nascondere. Nei giorni scorsi, mentre annunciava un rimpasto di governo, lo stesso Pinera aveva tuttavia affermato che: “La violenza non dovrebbe essere mai accettata in una società democratica. Dobbiamo modernizzare le nostre istituzioni democratiche e rafforzare i nostri sistemi di intelligence e pubblica sicurezza”.

Nelle stesse ore, la Commissione interamericana per i diritti umani ha ufficialmente richiesto al ministero degli Esteri di poter visitare il paese in modo da verificare le accuse di violazioni dei diritti fondamentali lanciate in questi ultimi giorni.