Proteste pro Navalny in Russia, 1.800 fermi in 24 ore

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Milano, 22 apr. (askanews) – Quasi 1.800 fermi in 24 ore e 11 mila dal ritorno dell’oppositore Aleksey Navalny dalla Germania in Russia. In migliaia in serata sono scesi in piazza ieri 21 aprile 2021 per chiedere la liberazione del dissidente, in carcere e in sciopero della fame da più di tre settimane. Secondo OVD-Info, la maggior parte degli arresti – 805 persone – è avvenuta a San Pietroburgo, la seconda città più grande della Russia, dove sono stati segnalati diversi casi di violenza da parte della polizia.

Il suo stato di salute preoccupa molto i suoi sostenitori. La mobilitazione è stata tuttavia inferiore rispetto ai giorni di azione successivi al suo arresto all’inizio dell’anno.

Nonostante la mancanza di un permesso ufficiale, a Mosca tuttavia i manifestanti, riuniti in vari cortei, hanno potuto sfilare vicino al Cremlino e poi al quartier generale dei servizi di sicurezza (FSB) senza l’intervento delle forze antisommossa, in piazza della Lubjanka.

Ma perchè si scende in piazza nella capitale russa per Navalny?

Irina, 64 anni: “Navalny non ha avuto paura, si è ribellato per tutti noi, per la giustizia, per la coscienza, per l’onore, contro la corruzione, perché non ci fossero più appropriazioni indebite”.

Valeria, 21 anni, proveniente dal Caucaso settentrionale: “L’obiettivo principale è chiedere che i medici possano visitare Navalny. Ma quello è solo il fattore scatenante: personalmente sono venuta perché non voglio vivere nella Russia di oggi. Non voglio vivere in un paese dove ho paura della guerra. E ora ne ho davvero paura “.

Olga, madre di tre figli, 54 anni: “Nel nostro Paese le cose peggiorano ogni giorno. I tribunali non funzionano. La verità non c’è da nessuna parte”.

Dmitry, matematico, 24 anni: “Prima sono vengono per Navalny, e poi (verranno) per tutti noi. Quello che sta accadendo è molto preoccupante. E può succedere a chiunque”.

Servizio di Cristina Giuliano

Montaggio di Alessandro Violante

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