Prove di tregua fra governo e Anac

·Business editor L'Huffington Post
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The Italian Premier Mario Draghi and the Minister of Public Administration Renato Brunetta during the signing of the Pact for the innovation of public work between the Government and the Trade Unions at Palazzo Chigi. Rome (Italy), March 10th 2021 (Photo by Samantha Zucchi/Insidefoto/Mondadori Portfolio via Getty Images) (Photo: Mondadori Portfolio via Getty Images)
The Italian Premier Mario Draghi and the Minister of Public Administration Renato Brunetta during the signing of the Pact for the innovation of public work between the Government and the Trade Unions at Palazzo Chigi. Rome (Italy), March 10th 2021 (Photo by Samantha Zucchi/Insidefoto/Mondadori Portfolio via Getty Images) (Photo: Mondadori Portfolio via Getty Images)

Quella “espropriazione di poteri” ai danni dell’Anac che il presidente Giuseppe Busia ripete da giorni non ci sarà. Il Governo aveva provato a rassicurarlo già sabato, quando una norma contenuta nel decreto sulle assunzioni nella Pubblica amministrazione aveva aperto la questione, ma la frattura non si è chiusa. Ora la norma cambia e specifica, nero su bianco, il messaggio che l’Authority ha continuato fino ad ora a ritenere insufficiente. La nuova versione, messa a punto dal Dipartimento per gli affari giuridici e legislativi di palazzo Chigi insieme alla Funzione pubblica di Renato Brunetta, dice che i poteri di indirizzo, controllo e sanzionatori in materia di anticorruzione restano di competenza esclusiva dell’Anac. Lo dice così: le nuove norme sono adottate “nel rispetto delle vigenti discipline di settore” e in particolare della legge anticorruzione del 2012.

La modifica dell’articolo 6 del decreto prova a sancire una distensione tra il Governo e l’Anac, ma gli sviluppi di questa vicenda hanno generato intanto altre due questioni. La prima: la formulazione iniziale del decreto assegnava alla Funzione pubblica un ruolo importante (non tale, però, da configurare l’espropriazione di cui parla Busia). È bastato questo per fare uscire allo scoperto molti sindaci che hanno messo in discussione il ruolo dell’Anac. A iniziare da Matteo Ricci, primo cittadino di Pesaro, che in un’intervista a Huffpost ha parlato dell’Authority come “un altro elemento di freno del Paese”, e per finire con Giuseppe Sala, primo cittadino milanese, che ha sottolineato come così si mette a rischio la spesa per il Recovery. La seconda questione: la contesa tra l’Anac e il Governo sui poteri ha una sottotraccia e cioè una richiesta di assunzioni da parte dell’Authority che non è allineata al senso e alle necessit&a...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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