Prove per conquistare l'India all'Occidente

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epa09552603 Italian Premier Mario Draghi with Indian Prime Minister Narendra Modi during their meeting at Palazzo Chigi in Rome, Italy, 29 October 2021, ahead of an upcoming G20 summit of world leaders to discuss climate change, covid-19 and the post-pandemic global recovery.  EPA/GIUSEPPE LAMI / POOL (Photo: GIUSEPPE LAMIEPA)
epa09552603 Italian Premier Mario Draghi with Indian Prime Minister Narendra Modi during their meeting at Palazzo Chigi in Rome, Italy, 29 October 2021, ahead of an upcoming G20 summit of world leaders to discuss climate change, covid-19 and the post-pandemic global recovery. EPA/GIUSEPPE LAMI / POOL (Photo: GIUSEPPE LAMIEPA)

È il G20 della lotta ai cambiamenti climatici, propedeutico alla Cop26 che inizia domenica a Glasgow. È il G20 che rinsalda la collaborazione tra Unione Europea e Usa sugli obiettivi per la neutralità climatica, il G20 che ribadisce l’empatia e la vicinanza di veduta tra Mario Draghi e Joe Biden, insieme a colloquio per un’ora a Palazzo Chigi. È addirittura il G20 che riporta la pace tra il presidente Usa e il presidente francese Emmanuel Macron: è a Roma che si vedono per la prima volta per riparare alla lite su Aukus e la crisi dei sottomarini. Ma quello del 2021 è il G20 in cui l’occidente, nella persona di Mario Draghi, presidente di turno del club dei paesi più industrializzati del pianeta produttori dell’80 per cento di emissioni nocive nell’atmosfera, cerca di portare dalla sua parte l’India, tra i maggiori inquinatori del mondo. È con questo obiettivo che il premier italiano si intrattiene per oltre un’ora con l’omologo indiano Narendra Modi a Palazzo Chigi, alla vigilia dei lavori del summit che inizieranno domani alla Nuvola dell’Eur.

Al centro dell’incontro con Modi, il più atteso della giornata proprio per la posta in gioco, ci sono tutte le “tematiche multilaterali dell’agenda della presidenza italiana del G20 e le prospettive della cooperazione politica ed economica bilaterale”. Ma in particolare i due parlano “della lotta ai cambiamenti climatici e la transizione energetica”, oltre che di tematiche regionali e in particolare la crisi afghana.

Ancora non c’è una vera apertura da parte di Nuova Delhi sul clima. “Sarà una lunga notte”, dicono fonti diplomatiche, riferendosi alle trattative in corso tra gli sherpa, andranno avanti fino all’ultimo minuto possibile. Solo ieri il governo indiano ha fatto sapere di non voler indicare una data precisa per raggiungere la neutralità climatica, convinto che sia più importante tracciare un percorso per ridurre le emissioni nocive e scongiurare un pericoloso aumento delle temperature globali.

Ma qui al G20 di Roma Modi è presente fisicamente, mentre gli altri due interlocutori ostici sulla lotta ai cambiamenti climatici, il russo Vladimir Putin e il cinese Xi Jinping, non ci sono: hanno mandato i loro ministri, si collegheranno da remoto. È naturale che Modi diventi la leva da sfruttare per aprire una crepa nel muro alzato a oriente rispetto alle azioni da mettere in atto per limitare il riscaldamento globale a 1 grado e mezzo al massimo, come prescrivono gli obiettivi di Parigi del 2015.

Non che sia facile. Ma già da tempo l’Unione Europea ha avviato un dialogo con Nuova Delhi. Nella primavera scorsa, proprio quando a Bruxelles è diventato chiaro il messaggio del nuovo presidente Usa Biden di lasciar perdere gli accordi con la Cina, l’Ue si è catapultata a organizzare un vertice con l’India per avviare e rinsaldare rapporti anche di tipo commerciale. Infatti stamane, prima di incontrare Draghi a Palazzo Chigi nel pomeriggio, Modi ha tenuto un bilaterale con la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen e poi anche con il presidente del Consiglio Europeo Charles Michel.

Positivo il commento di von der Leyen. “Buona riunione con Modi. La nostra agenda strategica è sul sentiero giusto - twitta la presidente della Commissione Ue - Abbiamo concordato sul fatto che i negoziatori di entrambe le parti cominceranno a lavorare sul dossier commercio. Renderemo più forte la nostra cooperazione sul clima, inclusi i campi dell’innovazione e tecnologia. Puntiamo ad una cooperazione nell’area indo-pacifica”. E poi un altro tweet: “Mi congratulo con l’India per il suo eccellente progresso nella vaccinazione e per il ripristino delle esportazioni di vaccini”, bisogna “unire le forze per vaccinare il mondo e sconfiggere la pandemia globale”. “L’India ha un ruolo chiave nella transizione verde”, dice Michel, spiegando che, tra i temi della riunione, c’è stata la “forte” partnership strategica Ue-India, l’Afghanistan e il dossier indo-pacifico.

Non solo clima. L’India è naturalmente strategica per tutta l’area indo-pacifica, dove Biden ha appena stretto un’alleanza anti-cinese con l’Australia e la Gran Bretagna, Aukus appunto, l’intesa che ha fatto saltare i contratti sulla produzione di sottomarini tra Canberra e Parigi innescando tensioni transatlantiche non da poco. Parallelamente ai tentativi di Draghi, di von der Leyen e Michel di portare l’India dalla parte dell’occidente, Biden proprio qui a Roma fa pace con Macron. Il capo della Casa Bianca arriva anche ad ammettere l’errore di aver mancato di informare i partner europei, soprattutto la Francia che ne ha pagato le spese perdendo la commessa dei sottomarini.

Gli Stati Uniti, dice a Macron, sono stati “goffi” nella crisi diplomatica con Parigi aperta dalla decisione dell’Australia di cancellare un contratto per l’acquisto di sottomarini francesi in favore di forniture americane. “Credo che quanto accaduto sia stato goffo, non è stato fatto con molta grazia”, sono le parole di Biden, che afferma addirittura di aver avuto l’impressione che Parigi fosse stata avvertita del contratto con l’Australia molto prima che fosse annunciato. Macron ricambia, salutando con favore quelle che ha definito “le decisioni concrete”, prese dopo la crisi, scelte che “hanno avviato un processo di rinnovata fiducia” tra Francia e Stati Uniti. Conclusione di Biden: “La Francia è preziosa, siamo stati maldestri”. Certo, preziosissima anche perché unico paese europeo ad avere territori nel Pacifico, strategica per la competizione con la Cina.

Il G20 di Roma riavvicina definitivamente le due sponde dell’Atlantico, Ue e Usa. “Grazie per il sostegno alla nostra presidenza del G20 e alla vostra determinazione nel portare avanti la transizione ecologica”, dice Draghi a Biden nel colloquio a Palazzo Chigi. “Stai facendo un lavoro straordinario qui! Dobbiamo dimostrare che le democrazie possono funzionare e che possiamo produrre un nuovo modello economico. Ci stai riuscendo”, dice Biden a Draghi. Uniti nella lotta contro i cambiamenti climatici e pronti ad affrontare nuove pandemie, sottolineano entrambi, soddisfatti di aver raggiunto in sede Ocse un accordo globale (136 paesi) sulla minimum tax per garantire che le grandi aziende paghino un’aliquota minima globale del 15 per cento. È uno dei risultati già pronti e impacchettati che vanno a rimpolpare il menu di questo G20. L’incognita è sul clima, ma c’è un piano: prendere l’India.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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