Provenzano: "La nostra strada contro la rabbia"

Alessandro De Angelis
·ViceDirettore
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The Minister of South Giuseppe Provenzano, of the Democratic Party, has chosed Palermo as his first institutional visit. In the morning the minister went to the Mattarella-Bonagia school where he was greeted by the mayor of Palermo Leoluca Orlando and the head teacher Vincenza Muratore. Palermo, 13 September 2019 (Photo by Francesco Militello Mirto/NurPhoto via Getty Images) (Photo: NurPhoto via Getty Images)
The Minister of South Giuseppe Provenzano, of the Democratic Party, has chosed Palermo as his first institutional visit. In the morning the minister went to the Mattarella-Bonagia school where he was greeted by the mayor of Palermo Leoluca Orlando and the head teacher Vincenza Muratore. Palermo, 13 September 2019 (Photo by Francesco Militello Mirto/NurPhoto via Getty Images) (Photo: NurPhoto via Getty Images)

Vicesegretario Giuseppe Provenzano, anche oggi ristoratori in piazza. Siamo solo davanti alla rivolta di alcune categorie o vede in queste proteste un principio di sgretolamento del tessuto sociale?

Il tessuto sociale è lacerato dalla pandemia, che ha aggravato divari già insostenibili tra cittadini, imprese e territori. A pagare di più sono stati i lavoratori precari, giovani e donne. E gli autonomi che vivono una nuova questione sociale. Nelle piazze di questi giorni ho visto la protesta ma anche le infiltrazioni dell’estrema destra che non hanno nulla a che fare con loro. Anzi, prima si sciolgono le organizzazioni neofasciste come Casa Pound meglio è. Lo Stato deve isolare gli eversori. Ma la politica, e soprattutto la sinistra, deve guardare negli occhi la rabbia sociale, ascoltarla e rispondere.

Al netto delle strumentalizzazioni hanno ragione: ristori insufficienti e tardi, mancanza di aiuti sul fronte fiscale, in questo anno solo stati aiutati poco.

Noi chiediamo di rafforzare da subito i sostegni a chi è stato costretto a chiudere in queste settimane. I nostri emendamenti al Senato li rafforzano proprio per i piccoli esercenti. Il decreto si è rivelato insufficiente. Ecco perché serve un nuovo ampio scostamento.

Cosa proponete?

Un nuovo decreto, rivolto alle imprese, al lavoro e alle professioni. Con una novità che rispondo al malessere e ai bisogni concreti: agire non a compensare cali di fatturato, ma sostenere i costi fissi delle imprese: affitti, bollette, tasse comunali. E poi, più in prospettiva, vogliamo allungare le garanzie pubbliche sui prestiti e disinnescare in maniera strutturale la bomba sociale della montagna di debiti privati contratti dalle imprese durante la pandemia, favorendo la ricapitalizzazione.

Pensa che basti?

No, non basta. La piazza chiede le aperture. Ma lo chiedono anche i cittadini chiusi in casa. Io rigetto la rappresentazione di una destra che vuole aprire e...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.