Provenzano presenta Piano per Sud: prima causa fuga è sfiducia

Cro-Mpd

Roma, 14 feb. (askanews) - "L'Italia ha molte fratture. Le disuguaglianze e le divisioni si combinano e si accentuano nei luoghi. Colmare i divari territoriali non è solo un atto di giustizia, è la leva essenziale per attivare il potenziale di sviluppo inespresso del nostro Paese". Così, su Fb il ministro Peppe Provenzano che oggi a Gioia Tauro, insieme al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha presentato il Piano per il Sud. "Hanno raccontato a lungo un'emergenza immigrazione, per mesi hanno parlato di invasione. Non guardavano al #Sud che si svuota, ai paesi che si spopolano, all'esodo delle nuove generazioni che rappresenta la vera emergenza nazionale. Manca il #lavoro buono, certo. E servizi di qualità: #scuola, #salute, #mobilità. Ma la prima causa della fuga, o della fatica di quelli che restano, è l'incertezza e la sfiducia sulle prospettive di futuro del Sud, da qui a dieci, vent'anni. Partire dovrebbe essere una possibilità, ora è di nuovo una necessità, l'unica via per migliorare le proprie condizioni di vita. I giovani devono essere liberi di andare, ma devono avere anche l'opportunità di tornare. Il nostro compito è garantire il "diritto a restare", rendere il Sud non solo "attraente", com'è, ma anche "attrattivo": di investimenti, persone, nuove idee. L'Italia sarà quel che il #Mezzogiorno sarà. Nessuno si salva da solo. La sfida del Sud è la più difficile di tutta la nostra storia unitaria. Ma non è una causa persa. C'è una grande vitalità e capacità di innovazione, nelle forze sociali e imprenditoriali, nelle forme della cittadinanza attiva, in luoghi che rappresentano il cambiamento possibile, in realtà che sperimentano già quel modello di sviluppo sostenibile che vogliamo perseguire", aggiunge. "La politica - avverte - ha il compito di creare e diffondere condizioni di benessere, accelerare e supportare i processi virtuosi. La premessa è dare risposte alle emergenze e ai bisogni, dove necessario riconquistare territori e cittadini alla legalità. Lo sviluppo e la coesione sono "missioni". Non riguardano solo i meridionali, ma tutti coloro che sono impegnati nella battaglia per rendere l'Italia un paese più giusto e avanzato. Le istituzioni e i cittadini, la politica e la società devono combatterla fianco a fianco. Consapevoli delle difficoltà, certo, ma anche del mare di opportunità che abbiamo di fronte. Possiamo aprire una nuova pagina. Dobbiamo scriverla insieme".(Segue)