In provincia di Varese insegnante da 21 anni con laurea falsa

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Milano, 15 gen. (askanews) - Insegnava da 21 anni, ma la sua laurea è risultata falsa. Per questo i Finanzieri del Comando Provinciale di Varese, su delega della Procura della Repubblica di Varese, hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo emesso dell'autorità giudiziaria di Varese con la quale è stato disposto il sequestro, anche per equivalente per euro 350.000, somma riferibile agli stipendi alle somme erogate dall'Inps a titolo di indennità di disoccupazione e Tfr all'insegnante della provincia di Varese che ha esercitato la propria attività lavorativa presentando un falso certificato di laurea, requisito obbligatorio per la docenza sia di ruolo sia di supplenza in scuola secondaria di primo grado.

L'esecuzione della misura cautelare reale ha portato al sequestro di risorse finanziarie pari ad euro 166.000,00 presenti sui depositi e sui conti correnti bancari dell'indagata nonché di 8 terreni, 2 box, 2 depositi ed 1 appartamento da nove vani oltre ad un autoveicolo e ad un motoveicolo. Il provvedimento giudiziario è giunto a conclusione delle indagini condotte dal Gruppo della Guardia di Finanza di Varese in seguito alle quali l'insegnante è stata denunciata all'Autorità Giudiziaria di Varese per truffa e per uso di atto falso in quanto la stessa, avendo ottenuto l'inserimento nelle "Graduatorie Provinciali di supplenza negli istituti scolastici ubicati nella provincia di Varese" a partire dall'anno 2000, ha effettuato in via continuativa supplenze di durata annuale in diversi istituti scolastici locali avvalendosi del falso diploma di laurea.

In particolare, le attività della polizia economico-finanziaria erano state rivolte, da un lato, alla verifica dell'attestato di laurea che la stessa presentava agli istituti scolastici e che successivamente si è rivelato falso in quanto l'insegnante non si era nemmeno mai iscritta presso l'università in cui, come lei attestava, aveva conseguito una laurea con 110 e lode e, dall'altro, alla ricostruzione del patrimonio accumulato illecitamente dall'indagata.

L'attività è stata avviata sull'impulso della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Varese ed è stata condotta dalle Fiamme Gialle trasversalmente tanto sotto il profilo amministrativo-erariale quanto quello penale con il conseguente sequestro preventivo del patrimonio finalizzato alla confisca, che, in caso di condanna, consentirà di destinare a patrimonio dell'Erario i beni sequestrati preventivamente per un valore equivalente alla somma indebitamente percepita dall'indagata. La misura è stata eseguita nella fase dell'indagine preliminare.

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