I provvedimenti presi per evitare che leggessero le risposte sullo schermo

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alunne interrogazione bendate
alunne interrogazione bendate

Molti alunni, in questi mesi, hanno approfittato della didattica a distanza causata dalla epidemia di Coronavirus per utilizzare dei trucchetti utili a copiare o ricevere suggerimenti. Dalle risposte scritte sullo schermo fino alle cuffie nascoste nelle orecchie. Nel liceo Caccioppoli di Scafati, in provincia di Salerno, per evitare che ciò avvenga un professore ha chiesto ad alcune sue alunne di sottoporsi ad un’interrogazione bendate. Le immagini, pubblicate sui social, hanno scatenato le polemiche.

L’interrogazione bendate

A denunciare l’estremo metodo utilizzato da un professore di latino e greco per interrogare i suoi alunni è stato Mariano Jodice, presidente del movimento civico “Prima i Cittadini”, attraverso un post su Facebook. I volti delle studentesse sono oscurati, ma le bende sugli occhi e le mascherine sono ben visibili.

La protagonista una liceale di Scafati, che sta affrontando un’interrogazione in Dad bendata e con mascherina. Manca solo che qualcuno le versi acqua sulla mascherina e siamo a Guantánamo. Spero che il dirigente del Liceo in questione intervenga per mettere fine a tali azioni vergognose e lesive per il benessere psico fisico di minori“, ha scritto Jodice.

Anche diversi genitori degli studenti e altri professori si sono detti nettamente contrari all’accaduto. Il caso è arrivato anche ai vertici della Regione. Il consigliere Francesco Emilio Borrelli, infatti, ha presentato un’interrogazione all’assessore Lucia Fortini.

Intanto il dirigente scolastico del liceo Caccioppoli di Scafati, Domenico D’Alessandro, ha giustificato il professore, con cui si sarebbe già confrontato: “Si trattava di un esempio per dimostrare ai ragazzi che non hanno bisogno di sbirciare“, ha spiegato. Inoltre, avrebbe precisato che l’accaduto ha coinvolto soltanto due studentesse.