Psichiatri: coronavirus ha due facce. Una è "mentale" -2-

Cro-Mpd

Roma, 27 feb. (askanews) - Ad accrescere i timori - osservano gli esperti - si registrano nel mondo casi di suicidi derivati dalla difficoltà di gestire la pressione psicologica determinata soprattutto dai social media, dove impazzano video su momenti di panico collettivo come assalti a supermercati e strade deserte. Un cinese di Wuhan, contagiato dal coronavirus e non accettato in ospedale per sovraffollamento, si sarebbe suicidato per evitare di rientrare a casa e poter contagiare i propri familiari. Un'altra segnalazione viene dall'Arabia Saudita dove, a Gedda, un cinese sottoposto ad uno stretto isolamento in ospedale si sarebbe suicidato nonostante fosse negativo ai test del coronavirus. Pare non abbia sopportato la condizione di isolamento estremo a cui era stato sottoposto. Un indiano di 50 anni si è ucciso perchè convinto di essere infetto dal coronavirus, nonostante i test fossero negativi e non fosse in isolamento poiché portatore di una semplice infezione urinaria.

"Queste tre segnalazioni - concludono gli esperti - contengono tre reazioni estreme a pericoli differenti, collegati allo stato di allarme determinato dalla infodemia. Soprattutto nel comportamento suicidario delle persone più fragili vi sono emulazioni ed influenze da accadimenti esterni che determinano il compimento di un atto individuale disperato. Tuttavia, al di la di questi casi estremi, la infodemia incrementa lo stato d'ansia, i pensieri ipocondriaci, e influenza contenuti deliranti con comportamenti emotivi conseguenti".

Ecco dunque le sette regole per affrontare e vincere le paure causate dalla infodemia: 1) Attenersi alle comunicazioni ufficiali delle autorità sanitarie; 2) Riconoscere che le cose 'spaventose' che attraggono la nostra attenzione non sono necessariamente le più rischiose, è il primo passo verso la consapevolezza 3) Contenere la paura, mantenere la calma ed evitare di prendere decisioni fino a quanto il panico non è passato; 4) Affidarsi solo alle testate giornalistiche ufficiali e autorevoli; 5) Non fare tesoro di ciò che si intercetta online e sui social media, soprattutto se 'condiviso' da amici solo virtuali, che in realtà non si conoscono davvero, e se non accuratamente verificato; 6) Rivolgersi al proprio medico e non fare domande su gruppi social, chiedendo opinioni; 7) Se compaiono sintomi come panico, ansia o depressione rivolgersi allo specialista al fine di un'adeguata diagnosi.