Psichiatria: strage Aurora, medico aveva espresso timori su Holmes

Adnkronos News
Denver, killer da giudice: capelli rossi e sguardo basso-VideoDoc
Centennial, (TMNews) - Capelli tinti di rosso e sguardo basso. Così James Holmes, il killer della strage del cinema di Aurora, a Denver, si è presentato per la prima volta in Tribunale a Centennial in Colorado. Il giudice gli ha letto e spiegato i capi d'imputazione all'assassino che ha ucciso 12 persone e per questo rischia la pena di morte. La prossima udienza è stata fissata per il 30 luglio. (Immagini Afp)

Denver, 2 ago. (Adnkronos Salute) - La psichiatra che curava James Holmes, l'autore della strage nel cinema di Aurora, aveva avvisato la commissione per la sicurezza dell'università del Colorado del rischio che il suo paziente potesse essere una minaccia per gli altri. E' quanto ha rivelato l'emittente locale Kmgh. Secondo le informazioni ottenute dalla televisione locale, la dottoressa Lynne Fenton aveva espresso le sue preoccupazioni sul 24enne studente parlando con la squadra del Behavioral Evaluation and Threat Assessment, il gruppo di esperti che ha il compito di valutare eventuali minacce alla sicurezza del campus. Ma l'università non avrebbe adottato nessuna misura cautelativa nei confronti dello studente che lo scorso 10 giugno aveva lasciato all'improvviso il suo dottorato in neuroscienze dopo essere stato bocciato pochi giorni prima a un esame. Lo stesso giorno in cui falliva il test, Holmes ha comprato un fucile d'assalto. Secondo quanto riporta la Kmgh, la sicurezza dell'università non avrebbe mai contattato la polizia di Aurora per comunicare le preoccupazioni della dottoressa Fenton. Le rivelazioni arrivano dopo che nei giorni scorsi si era appreso che lo scorso 20 luglio, cioè lo stesso del massacro, Holmes aveva inviato per posta alla sua psichiatra un taccuino in cui avrebbe fornito un piano dettagliato, compresi disegni, dell'attacco che intendeva compiere. Ma gli avvocati che difendono il giovane, che deve rispondere di 142 capi di imputazione per i 12 morti i 58 feriti, sostengono che il contenuto di questo taccuino debba rimanere riservato perché protetto dal segreto professionali a cui sono tenuti i medici.

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