Psoriasi: cause, sintomi e cure

psoriasi

La psoriasi è una condizione infiammatoria cronica della pelle di tutto il corpo che colpisce circa 3,1% della popolazione italiana e tra lo 0,5% e il 5% della popolazione mondiale. Più in particolare, questa malattia è legata ad un disordine nell’attività dei cheratinociti (particolari cellule presenti nell’epidermide). Questi ultimi, si sviluppano in modo tumultuoso formando placche rossastre spesso coperte da squame di colore bianco.

La psoriasi può fare la sua comparsa in qualunque fase della vita, tuttavia tende a manifestarsi per la prima volta prevalentemente nel decennio tra i 20 e i 30 anni per poi avere un secondo picco tra i 50 e i 60 anni. Durante l’infanzia la psoriasi risulta piuttosto rara, tuttavia non è possibile escluderne la comparsa. È infatti definibile precoce, la psoriasi che compare prima dei 15 anni. Questa, inoltre, è considerabile la sua forma più grave.

Per ciò che concerne l’incidenza, la psoriasi può comparire con uguale probabilità sia in individui di sesso maschile che in quelli di sesso femminile. Una delle particolarità di questa condizione è la sua regressione durante i mesi caldi e la conseguente riacutizzazione durante l’inverno.

Psoriasi: le cure

Nonostante i numerosi studi effettuati, non è stato possibile individuare una causa specifica in grado di favorire la psoriasi. Tuttavia, le possibili cause sono:

Assunzione di farmaci: sono numerosi quelli che possono stimolare lo sviluppo dei cheratinociti. Tuttavia quelli maggiormente responsabili sono gli antimalarici di sintesi, i beta bloccanti, i sali d’oro e il litio;
Infezioni da streptococco: se non adeguatamente trattate con antibiotici, queste possono esacerbare psoriasi già esistenti ma anche causare psoriasi nella forma cosiddetta guttata;
Trattamenti a base di corticosteroidi sistemici: antinfiammatori steroidei impiegati generalmente per la cura di allergie, asma, artrite, tendinite, dermatite, congiuntivite, ecc;
Stress: considerato uno tra le cause principali di psoriasi, ha un forte impatto soprattutto per i soggetti che tendono a somatizzare a livello psicosomatico;
Traumi: le fratture, le operazioni chirurgiche e gli incidenti sono tutti fattori scatenanti della psoriasi. Tuttavia, non è chiaro se questa sia una conseguenza dello stress psichico, il risultato del trauma fisico oppure l’azione congiunta di entrambi i fattori.

Sintomi e forme

Come accennato, la psoriasi tende a manifestarsi attraverso placche di colore rosso. Tuttavia, a seconda della sua forma questa può manifestarsi in modo differente. Più in particolare, le principali forme di psoriasi sono:

Forma in placche: indubbiamente la più diffusa, si manifesta con chiazze definite, eritemi e squame biancastre;
Forma eritrodermica: forma più grave coinvolge tutta la cute del corpo la quale presenta eritemi e squame;
Forma amiantacea: tipica dell’adolescenza, coinvolge principalmente il cuoio capelluto e si manifesta con le tipiche squame di colore bianco;
Forma guttata: anch’essa si manifesta principalmente in soggetti giovani soprattutto a seguito di un’infezione da streptococco (nella maggioranza dei casi tonsillite). A differenza delle altre forma questa si presenta con piccole bollicine localizzate principalmente sul busto;
Forma seborroica: molto comune, si presenta in modo molto simile alla più nota dermatite seborroica;
Forma pustolosa: generalizzata o localizzata, si manifesta con bollicine concentrate specialmente su mani e piedi.

Le cure

Come ampiamente spiegato, la psoriasi è una condizione infiammatoria cronica della pelle che non compromette la salute del soggetto. Per tale ragione, questa potrebbe non essere trattata in alcun modo. Chi lo desidera, tuttavia, può utilizzare prodotti emollienti e idratanti, indicati sia durante i periodi di remissione che durante quelli di riacutizzazione.

In alcuni casi, inoltre, gli specialisti possono prescrivere una terapia farmacologica a base di corticosteroidi o altri farmaci. Nella maggioranza dei casi, infatti, le cure sono stabilite tenendo prevalentemente conto del disagio psicologico che tale condizione causa più che valutandone la gravità.