"Può accadere di tutto"

webinfo@adnkronos.com
di Sara Di Sciullo A quanto apprende l'Adnkronos c'è stato anche il corteo No Tav di sabato in Val Susa tra gli argomenti affrontati nel corso dell'audizione del Direttore dell'Agenzia Informazioni per la Sicurezza interna (Aisi), generale Mario Parente, che si è svolta stamattina davanti al Copasir. Tra le potenziali minacce analizzate nel corso della lunga audizione, anche la protesta di sabato. Il direttore dell'Aisi, a quanto trapela, avrebbe sottolineato che sono stati attivati tutti i canali informativi, anche dei servizi collegati esteri, per acquisire elementi utili a prevenire disordini. Il timore è quello del possibile arrivo in val di Susa di elementi antagonisti di paesi europei che potrebbero infiltrarsi nelle manifestazioni programmate e creare confusione e violenze, questo alla luce del "malcontento" diffuso in queste ore in ambienti e siti anarchici e antagonisti indispettiti dalla decisione del governo di dare il via libera alla Tav Torino-Lione, nonché per la condanna subita a Firenze da alcuni estremisti di sinistra per l'esplosione di un ordigno in una libreria ritenuta vicina a Casapound. Come già trapelato dall'Antiterrorismo c'è preoccupazione anche per possibili tentativi di emulazione rispetto al sabotaggio sulla linea ferroviaria dell'Alta Velocità a Firenze che nei giorni scorsi ha tagliato in due l'Italia. Nel corso dell'audizione non sono mancate domande sul caso dei presunti fondi russi alla Lega come era già accaduto, la settimana scorsa, durante l'audizione al Copasir del capo dei nostri servizi segreti esteri (Aise), generale Luciano Carta. A quanto apprende l'Adnkronos, rispetto all'affaire Savoini-Russia, Parente, interpellato, avrebbe sottolineato che non sarebbero stati acquisiti elementi in ordine alla sicurezza nazionale, un po' sulla falsariga di quanto riferito dal direttore dell'Aise che aveva sottolineato l'impossibilità di fornire ulteriori dettagli ai membri del Copasir per l'esistenza di un'inchiesta in corso da parte della procura di Milano.

di Luca Monaco  

“La partita non è conclusa, per finire quest’opera dovranno passare sui nostri corpi. Sabato vogliamo andare al cantiere, l’obiettivo sarà avvicinarsi il più possibile, quello che succederà non lo sappiamo. Ma riuscire a bloccare la Tav significa rompere un sistema di potere che è quello che governa questo Paese”. Dana Lauriola, 37 anni, educatrice, militante del movimento No Tav da sempre, racconta all’Adnkronos i preparativi del movimento in vista della manifestazione convocata per sabato prossimo al cantiere di Chiomonte. 

In allerta 007 e antiterrorismo  

Bufera sulla Tav  

Dopo la marcia indietro del M5S e l’annunciato via libera del governo alla Torino-Lione, “la gente è arrabbiata”, non lo nasconde Lauriola. Che però precisa: “La manifestazione era convocata da settimane ed è inserita nel programma del nostro festival annuale ‘Alta felicità’", che si svolge a Venaus da domani a domenica. "Sabato interromperemo il festival per andare il cantiere - dice - l’anno scorso eravamo settemila e anche quest’anno speriamo di essere in migliaia”.  

L’attivista non si avventura in previsioni numeriche sulla partecipazione. “Quello che ci interessa è mostrare alle persone cosa significa vivere tutti i giorni in un territorio militarizzato – accusa - essere dei bersagli per lo Stato: questo noi non lo accettiamo. Perché finché la gente non vede con i propri occhi a cosa è sottoposta un’intera comunità, non ci crede”. C’è un pezzo di Val Clarea, prosegue la militante No Tav, “che continua a essere distrutta da quel cantiere allestito in una fortezza naturale che però noi negli anni abbiamo continuato a espugnare”. 

Del resto, la battaglia 'della valle' contro l’alta velocità “non inizia e non si conclude oggi - ripete Lauriola - alle nostre assemblee ci sono i 15enni insieme ai loro nonni di 80 anni che iniziarono questa lotta 30 anni fa. Siamo una comunità che si è formata nella lotta e continua a lottare”. Negli anni, il movimento ha assistito alle mille contraddizioni e alle tante giravolte delle forze politiche in Parlamento. A proposito di attualità, “la Lega, per esempio, una volta era contraria, i loro rappresentanti venivano alle nostre assemblee - ricorda Lauriola - oggi è a favore. Rifondazione cambiò idea all’epoca del governo Prodi, ora ha cambiato idea anche il M5S. Ecco perché noi diciamo sempre che ‘non ci sono governi amici’”. 

Dunque Lauriola torna sull’allerta sicurezza in vista del corteo di sabato. “La gente ci chiede in queste ore se ci saranno incidenti, non ci interessa alimentare questo clima di terrore che stanno ingenerando. Noi siamo tranquilli, proveremo ad avvicinarci il più possibile al cantiere - preannuncia - sono 30 anni che lottiamo, con la schiena dritta. La partita non è finita. Per fare quest’opera dovranno passare sui nostri corpi”.