Il 'mistero della pantera', tante segnalazioni ma nessuna traccia

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Dopo un periodo di tregua, sono ricominciati i presunti avvistamenti della pantera nera in Puglia e soprattutto in provincia di Bari. Negli ultimi giorni varie segnalazioni sono giunte ai Carabinieri forestali e alla Prefettura ma non hanno trovato riscontro. A Giovinazzo, in una zona agricola nelle campagne in direzione di Bitonto un cercatore e raccoglitore di asparagi afferma di aver notato l'animale scuro a riposo sul tetto di una pagliara, un deposito di attrezzi di lavoro in campagna. Non ha potuto fare foto perché il cellulare era in auto e quando si è girato per andare a prenderla l'animale si sarebbe dileguato. La segnalazione è stata formalizzata al comando di Polizia locale.

Prima era stata la volta della foresta Mercadante in territorio di Cassano delle Murge. I carabinieri si sono presentati sul posto ma niente nemmeno stavolta. In precedenza un ciclista ha fatto un video con il cellulare in cui riprende una sagoma scura in territorio di San Pancrazio Salentino, in provincia di Brindisi. Un'altra segnalazione, però, rimasta senza un seguito per la mancanza di tracce lasciate dal presunto animale e quindi i servizi veterinari della Asl non possono verificare.

CARABINIERI FORESTALI - L'episodio brindisino si è rivelato inconsistente anche perché ben distante dalla provincia di Bari e molti altri sono inverosimili. La pantera è stata spesso scambiata con grossi cani o gatti mentre corrono o giocano con altri animali. Finora di concreto ci sono le tracce rilevate a Castellana Grotte, a fine gennaio. "Ogni segnalazione che ci arriva viene vagliata e verificata ma sulle ultime non abbiamo rilevato alcun riscontro" dice all'Adnkronos il comandante dei Carabinieri forestali delle province Bari e Bat, colonnello Giovanni Misceo.

"Per ogni segnalazione - aggiunge - ci confrontiamo con i comandi che ricevono la denuncia oppure facciamo dei sopralluoghi per le verifiche. Sull'avvistamento della pantera le denunce più circostanziate sono quelle del periodo compreso tra dicembre e gennaio". Periodo in cui la presunta pantera nera non era diventato un caso mediatico. Da quel momento, invece, gli avvistamenti si sono moltiplicati e pure i falsi, come quello relativo alla presenza dell'animale nei pressi del parcheggio dell'ospedale Di Venere a Bari, con il conseguente arrivo delle forze dell'ordine in massa, ma a vuoto.

SINDACO CASTELLANA - ''Nel nostro territorio sono state trovate impronte riconducibili a un felino ma già da parecchio tempo non ci sono più gli avvistamenti e segnalazioni di sorta sulla presenza di una pantera nera''. Così all'Adnkronos il sindaco di Castellana Grotte, Francesco De Ruvo. Nella città delle grotte sono state riscontrate tracce di un grosso felino, tanto che il 5 febbraio si è tenuta una riunione di coordinamento presso la Prefettura di Bari per valutare e pianificare le operazioni necessarie all'esatta localizzazione ed alla successiva cattura dell'animale.

Come emerso in quella riunione, secondo quanto rilevato dagli uomini del gruppo carabinieri forestale di Bari, coadiuvati da uno specialista veterinario esperto di animali esotici, il felino avrebbe lasciato tracce inequivocabili del suo passaggio, denotando scarsa aggressività e senza provocare danni a persone o cose.

''Ci fu un avvistamento da parte di due testimoni oculari - ricorda De Ruvo - che ne segnalarono la presenza in due posti diversi e in due luoghi diversi. Furono svolti i sopralluoghi. In quel momento decisi di emanare un'ordinanza per la sicurezza nelle campagne ma poi la revocai subito quando il felino fu segnalato in altre località. In quel momento era una situazione che non faceva stare tranquilli. Adesso, invece, sono perplesso e mi sembra un po' strano che ancora non si riesca a catturare questo animale''.

OIPA - "Auspichiamo che venga catturata e non abbattuta" la pantera nera che si aggira nelle campagne del Barese, secondo gli ultimi avvistamenti. A dirlo all'Adnkronos il presidente dell'Oipa Italia, Massimo Comparotto. Dopodiché, "ci sono diversi centri di recupero in Italia, il più famoso è il Centro Tutela e Ricerca Fauna Esotica e Selvatica di Sasso Marconi, in provincia di Bologna, che accoglie questi animali, di solito sequestrati dalle forze dell'ordine a persone che li detenevano illegalmente. Sono centri - spiega Comparotto - attrezzati per accogliere, curare e mantenere per il resto della loro vita, in una struttura idonea, questa tipologia di animali".

"Da dove provengono? Negli ultimi anni è accaduto che molti circhi se li siano letteralmente persi". Alla ribalta delle cronache casi di elefanti e tigri fuggiti da circhi e a spasso per le città, "non è escluso infatti, anche in questo caso specifico, che la pantera nera provenga o da un circo o da un privato che lo avrebbe detenuto illegalmente".

L'Organizzazione internazionale protezione animali ricorda "che dal 1992 è entrata in vigore la legge 150 che vieta espressamente la detenzione di animali esotici o ritenuti pericolosi come nel caso della pantera". Comparotto aggiunge che la pantera si sposta essenzialmente nelle ore notturne e "non è facile che si avvicini alle persone ma se qualcuno dovesse avvistarla deve chiamare immediatamente i carabinieri della forestale attraverso il 112. O perché no, anche l'Oipa stessa, in quanto dotata di nuclei di guardie zoofile che farebbero le opportune indagini".