Puglia, avanza laboratorio Pd-Udc ma in capoluoghi è pareggio

Bari, 8 mag. - (Adnkronos) - Si afferma in Puglia il laboratorio Pd-Udc nelle città dove i due partiti si sono presentati uniti. Nelle città capoluogo però è un pareggio tra centrosinistra e centrodestra. Sono le due tendenze del voto pugliese. Infatti mentre Pd-Udc conquistano Brindisi con Mimmo Consales e per un soffio non confermano Ippazio Stefano al primo turno a Taranto (si va al ballottaggio con Mario Cito), il centrodestra si riscatta a Lecce con la netta vittoria di Paolo Perrone e a Trani dove il proprio candidato Luigi Riserbato dovrà vedersela al ballottaggio con il candidato di centrosinistra Ugo Operamolla ma la coalizione di centrodestra ha già superato il 50%.

In attesa dell'esito dei ballottaggi, i dati politici di rilievo solo il cambio di colore del Municipio brindisino, passato al centrosinistra, e la vittoria schiacchiante di Perrone contro Loredana Capone, vicepresidente della giunta regionale guidata da Nichi Vendola. Proprio nella regione del capo di Sel, l'alleanza del centrosinistra Pd-Idv-Sel è stata a macchia di leopardo, con una presenza organica solo a Trani per quanto riguarda le città capoluogo mentre è stata più diffusa sul territorio, con risultati migliori rispetto al centrodestra.

Generalmente, infatti, c'è stato un arretramento del Pdl, con sconfitte anche cocenti. Ha perso numerosi Municipi, non solo Brindisi ma anche città medio-grandi sul territorio come Gravina in Puglia e Bitonto in provincia di Bari o Tricase in provincia di Lecce, tutti Comuni dove il Pdl aveva concluso in anticipo il mandato e dove ai rispettivi ballottaggi andranno solo candidati di centrosinistra o di altre liste.

A Rignano Garganico, piccolo paese pugliese in provincia di Foggia (1.497 votanti su 2.044 elettori, con un'affluenza alle urne del 73,2%), un solo voto in più e sarebbe scattata la sospirata elezione a sindaco. Ma né Vito Di Carlo né Angelo Resta sono riusciti a conquistarlo e il risultato finale li dà alla pari, 531 voti a testa. Ora, Vito Di Carlo con la lista civica Progetto Rignano e Angelo Resta con la lista civica Rignano Futura se la giocheranno al ballottaggio, normalmente non previsto per i Comuni al di sotto dei 15.000 abitanti. Potranno essere decisivi, a questo punto, i 408 voti ottenuti dal terzo candidato Giovanni Draisci della lista civica Patto per Rignano. In caso di ulteriore parità, non si rivoterà né si farà ricorso alla sorte con il lancio della monetina: passerà direttamente il più anziano dei due candidati. Un piccolo ma non trascurabile vantaggio in una elezione al foto-finish.

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