Pupi Avati: la sala cinematografica ha un destino segnato

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Image from askanews web site
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Rimini, 22 ago. (askanews) - Il cinema "è uscito dalle abitudini" delle persone, soprattutto dei ragazzi. Nonostante questo "non si è mai prodotto così tanto come adesso", anche se solo per le piattaforme digitali; infatti ormail "la sala cinematografica ha un destino segnato". Il timore è del maestro Pupi Avati, che al Meeting di Cl si sofferma ad analizzare il contesto in cui operano i registi in questi mesi.

"Il cinema italiano si presenta in modo meraviglioso, credo che poche volte nella storia del Festival del Cinema di Venezia abbiamo avuto una rappresentanza di film almeno sulla carta, così interessanti e incuriosenti e così lontani dal quel cinemetto commedia che si è fatto negli anni precedenti il Covid - ha spiegato Avati -, quindi c'è un mutamento di rotta nella qualità e nelle ambizioni, sostanziale. E purtroppo questi film sono destinati ad avere una vita nelle sale cinematografiche, almeno al momento, grama. Sicuramente non soddisfacente".

"Vedo che adesso il ritorno alla sala cinematografica è diventato difficile, vedo che il cinema è uscito dalle abitudini dei ragazzi, lo posso confermare osservando i miei figli e i miei nipoti. Mi sembra e temo e spero di sbagliarmi. E' strano che in un momento di così grande difficoltà delle sale cinematografiche, si produca così tanto, non si è mai prodotto così tanto come adesso. Se si cerca un operatore, un fonico o un elettricista non si trova nessuno libero perché tutti lavorano per le piattaforme e nessuno lavora più per la sala cinematografica". (segue)

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