Putin a Davos, il mondo "scivola nella distopia". Messaggio agrodolce all'Ue

Michela A.G. Iaccarino
·giornalista
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(Photo: EPA)
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“Stiamo per scivolare nella distopia”. “La situazione può svilupparsi in modo incontrollabile se non viene fatto nulla per impedire che accada”. “Una lotta di tutti contro tutti porterebbe alla fine della civiltà”. “Il sistema della sicurezza globale è minato”. “Le divergenze con Washington aumentano”. “La Russia fa parte dell’Europa”. Vladimir Putin a Davos ha ripetuto un paio di volte la parola collaborazione, ma molte più volte ha pronunciato “escalation” e “conflitto”: “l’incapacità di risolvere disaccordi ha portato alla seconda guerra mondiale nel XXI secolo”. Per concludere il suo discorso al Forum economico di Davos, dove a sorpresa è arrivato virtualmente da una Mosca gelida e nervosa, il presidente della Federazione russa ha ricordato che “l’amore non è unilaterale”. Mai: vale per la vita, quanto per la geopolitica.

Universo reale e al pari quello virtuale. Se ieri il suo omologo francese Emmanuel Macron ha parlato di democrazia e mercato, chiosando che “il capitalismo non funziona più”, Putin oggi si è espresso sui delicati equilibri nati dalla congestione di economia, trasformazione e disuguaglianze: “Un miliardo di persone è passato dalla povertà a una condizione migliore, ma la globalizzazione non ha premiato tutti allo stesso modo”. La pandemia che miete vittime ad ogni latitudine ha “solo accelerato cambiamenti già presenti prima nella sfera economica, sociale e politica” ovunque nel mondo.

Senza menzionare l’ultima videoinchiesta sulla sua presunta villa sul Mar Nero - già vista sui social da 92 milioni di persone dopo che il più famoso oppositore del Cremlino, Aleksey Navalny, l’ha resa pubblica mentre era già in una cella della prigione Matross...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.