Putin alla nazione: "Mobilitazione parziale, useremo tutti i mezzi per proteggerci"

Putin alla nazione:
Putin alla nazione: "Mobilitazione parziale, useremo tutti i mezzi per proteggerci" (Russian Presidential Press Service via AP)

Il presidente russo, Vladimir Putin, ha annunciato una mobilitazione parziale in Russia "per difendere il Paese con tutti i mezzi a disposizione". Si è aperto così il discorso alla nazione previsto nella serata di martedì e rinviato a questa mattina. Parole che arrivano dopo la dura reprimenda nei confronti della Russia da parte dei leader mondiali riuniti all'Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York.

"La leva - ha specificato Putin - riguarderà solo i riservisti e innanzitutto coloro che hanno già svolto servizio nelle forze armate e che hanno quindi preparazione ed esperienza. Prima di essere inviati al fronte i militari svolgeranno ulteriore addestramento", ha aggiunto. "La mobilitazione inizierà oggi, mercoledì 21 settembre".

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"L'obiettivo dell'Occidente è indebolirci e distruggerci"

Lo scopo dell'Occidente è quello di indebolire, dividere e distruggere la Russia ha proseguito Putin nel suo discorso: "Dicevano nel 1991 che avrebbero dissolto l'Unione sovietica e ora è il momento della Federazione russa". "Le elite occidentali vogliono mantenere il loro dominio a livello internazionale", ha proseguito. "La decisione di avviare l'operazione militare speciale in Ucraina è stata inevitabile e le repubbliche popolari del Donbass sono state quasi totalmente liberate dai neonazisti", ha affermato

"Non temiamo minacce, anche noi possediamo armi di distruzione di massa"

E a proposito di Occidente Putin parla di politica aggressiva oltre ogni limite. "I politici occidentali nella loro politica irresponsabile non parlano solo di forniture di armi occidentali e ci sono attacchi terroristici che sono già in corso", ha detto. "Alcuni eminenti figure della Nato hanno parlato della possibilità di utilizzare contro la Russia armi di distruzione di massa. A loro ricordo quanto segue: anche il nostro Paese possiede queste armi", ha affermato il presidente russo.

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Invariati gli gli obiettivi dell'operazione militare in Ucraina

Invariati gli obiettivi prefissati all'inizio del conflitto: "Gli obiettivi principali dell'operazione speciale, la liberazione dell'intero territorio del Donbass, sono stati e rimangono invariati - ha detto il presidente russo -. La Repubblica popolare di Luhansk è già stata quasi completamente ripulita dai neonazisti. I combattimenti nella Repubblica popolare di Donetsk continuano".

"Kiev ha abbandonato ogni piano di risolvere pacificamente conflitto"

Il fatto che l'Ucraina avrebbe "abbandonato apertamente i piani di risolvere il conflitto nel Donbass in via pacifica, annunciando l'intenzione di ottenere delle armi nucleari, potrebbe provocare un attacco diretto alla Crimea", ha spiegato Putin. "Forse la soluzione pacifica non andava bene all'Occidente e quindi è stato dato un ordine diretto di far saltare tutti gli accordi", ha proseguito il presidente. "E' stato installato un regime di repressione in tutta l'Ucraina dopo il colpo di Stato armato del 2013 e la politica del terrore ora sta diventando sempre più estesa". "Gli abitanti delle zone liberate, tuttavia, non vogliono rinunciare alla liberazione e questo vale anche per le regioni di Kherson e Zaporizhzhia", ha detto Putin.

Da qui la necessità da parte della Russia di "fare tutto il possibile per garantire un corretto svolgimento dei referendum" di annessione che si terrà nelle repubbliche popolari di Donestk e Luhansk e nelle regioni di Kherson e Zaporizhzhia, ha concluso il presidente russo.

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